Adriano Galliani: "La promozione del Monza vale più di una Champions. Berlusconi? Un vuoto che sento"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Adriano Galliani, dopo aver lasciato la guida del Monza a seguito della cessione alla Beckett Layne Ventures, traccia un bilancio emotivo di un’esperienza indelebile. "Un’emozione forte", ha confessato, descrivendo la separazione dal club che ama fin dall’infanzia, la squadra della sua città. L’addio, sebbene accompagnato dalla gratitudine verso la nuova proprietà (che gli aveva offerto la carica di presidente onorario), è stata una scelta dettata da un legame indissolubile. Galliani ha spiegato di non riuscire a immaginarsi in una società che non appartenga a Silvio Berlusconi o a Fininvest, sancendo così la fine di un sodalizio storico.

Il passaggio di proprietà del Monza

L’operazione di vendita trasferisce l’80% delle azioni del club al fondo statunitense, con il restante 20% che seguirà a una data stabilita. L’enterprise value dell’accordo è stato fissato a 45 milioni di euro, con un equity value di 30 milioni. Questo passaggio chiude l’era Berlusconi nel calcio, un’epoca di successi ma che per il Monza si conclude con perdite nette di 240 milioni di euro, il prezzo pagato per un sogno divenuto realtà.

Per Galliani la promozione in Serie A supera la Champions

Proprio quel sogno, la storica promozione in Serie A, è considerato da Galliani un traguardo inestimabile. "Di più", ha affermato senza esitazione al confronto con la Champions League vinta con il Milan, sottolineando come portare il Monza in A abbia un significato unico e profondamente personale. Una vittoria che, pur senza la risonanza internazionale di un trofeo continentale, possiede un’intensità emotiva e un radicamento territoriale insuperabili.

La fine di un'era nel calcio italiano

Con un comunicato ufficiale si è chiuso un capitolo durato quasi quarant’anni, durante i quali la famiglia Berlusconi ha lasciato un’impronta difficilmente eguagliabile. Il Monza è ora "davvero americano", come ha osservato Galliani, uscendo di scena una famiglia che ha scritto pagine di sport con dedizione totale. Oltre ai numeri della compravendita, rimane il senso di un’epoca che finisce, con i suoi ricordi e le sue passioni. E un protagonista che ammette: "Berlusconi? Mi manca".

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