Tempesta di neve paralizza il Midwest, maxi incidente in Indiana sulla Interstate 70

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una violenta ondata di maltempo, che ha portato con sé neve, ghiaccio e visibilità prossima allo zero, ha colpito con inusitata forza il Midwest degli Stati Uniti, costringendo le autorità a emettere allerte per bufere di neve e causando il caos nei trasporti, soprattutto a Chicago. L'aeroporto O'Hare, uno dei snodi aerei più importanti del pianeta, è stato ricoperto da uno spesso strato di neve, che ha superato i diciannove centimetri e ha portato all'annullamento di oltre millquattrocento voli, paralizzando gli spostamenti di migliaia di persone. Un evento meteorologico di questa portata, che ha polverizzato i record di innevamento precoce risalenti persino al novembre del 1951, non si limitava a imbiancare i paesaggi urbani, ma rappresentava una minaccia concreta per la viabilità, come drammaticamente dimostrato dalle immagini della tempesta che hanno accompagnato l'intero fine settimana.

Il disastro sulla I-70 durante la bufera

Mentre la neve continuava a cadere fitta, soprattutto nella regione dei Grandi Laghi con raffiche di vento che facevano temere interruzioni di corrente, la situazione più pericolosa si è materializzata sull'asfalto. Sulla Interstate 70, in prossimità di Terre Haute nell'Indiana, si è consumato un maxi incidente di proporzioni devastanti, dove hanno perso il controllo dei propri mezzi, uno dopo l'altro, numerosi automobilisti sorpresi dalle condizioni proibitive. La colonna di veicoli, che includeva un alto numero di camion, è stata travolta da una reazione a catena: in totale, stando alle prime ricostruzioni, sarebbero coinvolti circa quarantacinque mezzi, un groviglio di lamiere e vetri frantumati sepolto dalla neve che ha trasformato l'autostrada in una trappola. Gli interventi dei soccorsi, resi estremamente complessi dal maltempo persistente, sono stati immediati per cercare di trarre in salvo chiunque, traendone alcuni illesi e altri con ferite di varia entità.

Previsioni allarmanti e criticità diffuse

Il National Weather Service, il servizio meteorologico nazionale, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche, avvertendo che il peggio dell'ondata gelida deve ancora arrivare, con precipitazioni che continueranno a imperversare. Le aree più esposte, oltre a quelle già citate vicino al lago Michigan, includono porzioni significative del Minnesota, del Wisconsin e del Dakota del Sud, stati abituati agli inverni rigidi ma messi in seria difficoltà dall'intensità e dalla precocità di questo evento. La combinazione tra accumuli nevosi eccezionali, venti forti e temperature in picchiata sta creando una morsa che stringe vaste zone del Nord America, mettendo a dura prova non solo la circolazione stradale e aerea, ma anche le infrastrutture energetiche, già sotto stress per il rischio di blackout. Una situazione che, a ben vedere, va ben oltre la semplice anomalia climatica stagionale.

Il quadro di un novembre estremo

Questo episodio, che segue una prima nevicata significativa registrata a Chicago già il 9 novembre, chiude un mese di novembre estremo per gli Stati Uniti, segnato da un gelo che ha infranto diversi record storici. Le immagini della "Windy City" bloccata e immobile sotto la coltre bianca sono diventate il simbolo di una sfida che molte metropoli si trovano ad affrontare quando gli elementi si scatenano. Mentre i servizi di emergenza lavorano senza sosta per gestire le conseguenze immediate, dallo sgombero delle strade all'assistenza alla popolazione, l'attenzione si sposta inevitabilmente sulle previsioni a medio termine, che lasciano intravedere la possibilità di un ulteriore peggioramento delle condizioni con l'avvicinarsi del cuore dell'inverno.

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