Fiat e Abarth: le edizioni Milano Cortina 2026 tra ibrido da 145 cavalli e serie ultra-limitata da pista
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Redazione Sport
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Sono bastati i riflettori accesi su Milano, e il legame ormai consolidato con il Comitato Olimpico, per portare in dote – oltre alla fornitura di circa tremila veicoli destinati ad atleti e organizzazione – due interpretazioni diametralmente opposte del concetto di sportività applicata alla mobilità quotidiana. Fiat e Abarth, entrambi ricompresi sotto l’ombrello di Stellantis e ufficialmente insigniti del ruolo di Automotive Premium Partner per i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, hanno infatti svelato altrettante serie speciali pensate – almeno per il momento – esclusivamente per il mercato italiano -1-6. Da una parte, la Fiat 600 Sport Edizione Milano Cortina 2026, che alza il tiro della gamma ibrida; dall’altra, l’Abarth 600e Competizione, che del medesimo appuntamento olimpico indossa la livrea più estrema e rara. Due filosofie, due clientele, eppure un unico, evidente filo conduttore: la volontà di capitalizzare l’attenzione mediatica dell’evento per rafforzare l’identità dei rispettivi marchi, in un frangente – si badi – che ha visto Fiat chiudere gennaio con una crescita di quota complessiva di un punto e mezzo e una penetrazione nel solo comparto dei veicoli commerciali superiore al venticinque per cento -9.
Partiamo dalla proposta della casa torinese, quella che Alessio Scutari, managing director di Fiat & Abarth Italia, ha descritto come il gradino più alto dell’offerta 600 -9. La 600 Sport Edizione Milano Cortina 2026 non è semplicemente un allestimento: è il tentativo – riuscito, a giudicare dalle dichiarazioni – di vestire il crossover compatto con un abito da cerimonia sportiva senza stravolgerne l’impianto meccanico. Sotto il cofano pulsa infatti il noto propulsore 1.2 litri ibrido da 145 cavalli, lo stesso che equipaggia altre vetture del gruppo, abbinato al cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti; una trasmissione, quest’ultima, che viene ora impreziosita dalle palette al volante, le quali restituiscono al guidatore quella parvenza di controllo manuale che gli appassionati non vogliono abbandonare del tutto -2-9. La potenza, in sé, non è certo paragonabile a quella del modello Abarth, eppure lo scatto dichiarato – otto secondi e mezzo per raggiungere i cento orari – appare più che congruo per una vettura che, lunga 4,18 metri, si destreggia tra le rotonde e le tangenziali con una disinvoltura notevole.
Ciò che distingue questa edizione limitata, però, non risiede tanto nei numeri quanto nella cura riservata alla pelle. La carrozzeria, lo hanno sottolineato gli stessi progettisti, adotta inserti in nero lucido, fari posteriori bruniti e cerchi da diciotto pollici dal disegno dedicato; tra le sette tinte a catalogo fa capolino una nuova livrea battezzata Verde Mediterraneo, disponibile anche con tetto a contrasto nella medesima tonalità scura che già caratterizza altri dettagli estetici come la calandra e le maniglie -2-10. All’interno, la cifra stilistica si fa ancora più monolitica: il cielo della vettura, la plancia e i rivestimenti dei sedili – questi ultimi dal taglio più avvolgente – virano tutti verso un total black che vuole trasmettere, nelle intenzioni del management, una sensazione di sportività raffinata, lontana dagli eccessi cromatici che spesso appesantiscono le concept car -9. Non si tratta, insomma, di una mera operazione di merchandising su ruote: il bagagliaio conserva comunque una capacità di 385 litri, e la dotazione tecnologica include climatizzatore automatico, strumentazione digitale da sette pollici, infotainment da dieci pollici e persino il cruise control adattivo -10.
Se la Fiat 600 Sport parla al pubblico ampio di chi cerca un’auto allegra, parsimoniosa nei consumi – si parla di 4,9 litri per cento chilometri – e immediatamente riconoscibile come veicolo dei Giochi, l’Abarth 600e Competizione Edizione Milano Cortina 2026 adotta un registro espressivo completamente diverso -9. Limitata a soli cinquanta esemplari – una tiratura, viene da pensare, più da gioielleria che da grande distribuzione – questa variante rappresenta il punto più alto della produzione elettrica dello Scorpione. I numeri parlano chiaro: 280 cavalli di potenza, una coppia di 345 Newtonmetro, uno zero-cento coperto in cinque virgola ottantacinque secondi e una velocità massima autolimitata a duecento all’ora -1-5. Numeri che, lo ha ribadito il reparto corse di Stellantis Motorsport, sono stati ottenuti grazie a componenti derivati direttamente dalle competizioni: l’assetto è stato irrigidito, l’altezza da terra ribassata – trenta millimetri all’avantreno, venticinque al retrotreno – e il differenziale Torsen a slittamento limitato garantisce trazione in uscita di curva -7-9.
Dal punto di vista visivo, la Competizione Edizione Milano Cortina 2026 abbandona il già noto Viola Hypnotic della Scorpionissima per abbracciare una tinta Shock Orange che stride volutamente con il tetto nero; il badge celebrativo campeggia sui montanti, mentre i cerchi da venti pollici – quelli dal disegno che ricorda il pungiglione – completano un quadro estetico che non passa inosservato -5. All’interno, i sedili Sabelt in Alcantara, già apprezzati sulla versione precedente, rimangono punto fermo dell’abitacolo, insieme al volante dal doppio rivestimento e al sound generator, per quanto quest’ultimo continui a dividere la critica specializzata -3-7. Chi siede dietro, va detto, non avrà certo lo spazio di una berlina, ma il compromesso tra ingombri esterni e vivibilità interna – il bagagliaio, per inciso, si ferma a 360 litri – resta in linea con la media del segmento -3.
Interessante, poi, la lettura strategica che soggiace a questa doppia presentazione milanese. Alessio Scutari, fresco di nomina alla guida dei due brand dopo una lunga gavetta tra Opel, Citroën e Peugeot, ha voluto enfatizzare il ruolo della 600 Sport come “vettura più equipaggiata” della famiglia, quasi a voler creare un gradino intermedio tra l’utilitaria tradizionale e la fascia premium rappresentata dalle sorelle maggiori del gruppo -8-9. D’altra parte, l’aver riservato per l’Abarth una produzione così esigua suggerisce una volontà precisa: trasformare la 600e Competizione non tanto in un oggetto di largo consumo, quanto in un ambasciatore tecnologico, un’ammiraglia in formato ridotto che catalizzi l’attenzione sulla capacità del marchio di competere – letteralmente – in ambito elettrico. Per il resto, la gamma Abarth rimane ancorata alla 600e Turismo da 240 cavalli e alla Scorpionissima, che pure aveva già fatto parlare di sé per i 1949 esemplari numerati in omaggio all’anno di fondazione -7.




