Università di Firenze ricorre contro la pista di Peretola, polemiche con la sindaca Funaro e il presidente Giani
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Redazione Interno
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Anche l'Università di Firenze ha depositato un ricorso amministrativo presso il Tar della Toscana, unendosi ai Comuni della Piana fiorentina e pratese e a diverse associazioni ambientaliste nel contrastare il progetto di ampliamento dell'aeroporto Amerigo Vespucci. L'ateneo, la cui posizione è stata resa nota attraverso una nota ufficiale, precisa come la mossa non derivi da "un pregiudizio ideologico" verso lo sviluppo infrastrutturale, ma sia motivata dalla necessità di segnalare impatti specifici e documentati sulle proprie attività. Ciò che l'università intende tutelare, in primo luogo, sono le funzioni del polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino, sede di ricerca avanzata e di didattica per migliaia di persone, il cui lavoro verrebbe, a loro dire, pregiudicato dall'opera.
I motivi del ricorso: rumore, sicurezza e sviluppo futuro
Le preoccupazioni dell'ateneo si articolano su diversi piani, tutti riconducibili al masterplan presentato dalla società di gestione aeroportuale. Il primo, e più intuitivo, è l'inquinamento acustico, che rischierebbe di compromettere lo svolgimento regolare di lezioni, esperimenti di laboratorio e attività di studio. A questo si aggiungono timori di natura idrogeologica, legati alle modifiche del territorio che il cantiere potrebbe comportare, e criticità sulla viabilità, considerato l'aumento del traffico veicolare atteso. C'è poi un aspetto più strategico, ovvero il futuro sviluppo del campus: la presenza ingombrante della nuova pista, secondo l'università, limiterebbe in modo sostanziale la possibilità di espandere le strutture esistenti o di realizzarne di nuove, frenando di fatto la crescita di un polo di eccellenza.
La reazione politica: le critiche di Giani e Funaro
La decisione dell'Università di Firenze ha suscitato immediate e nette reazioni da parte di due figure di primo piano dell'amministrazione locale. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e la sindaca di Firenze, Sara Funaro, hanno definito l'iniziativa "inopportuna", esprimendo perplessità sull'atto giudiziario promosso. La sindaca, in particolare, ha pubblicamente messo in dubbio la coerenza della scelta, lasciando intendere una divergenza di visione sullo sviluppo della città e del suo scalo aereo, ritenuto da molti una infrastruttura cruciale per l'economia regionale. Una presa di posizione che ha ulteriormente inasprito il dibattito, polarizzando le posizioni tra chi vede nell'ampliamento un volano di progresso e chi, invece, lo considera una minaccia per la qualità della vita e per attività consolidate.
La replica dei sindaci della Piana: "Scelta di rilevanza collettiva"
A stretto giro dalla polemica sollevata dalla prima cittadina fiorentina, è arrivata la risposta dei Comuni della Piana che per primi avevano impugnato il progetto aeroportuale. I sindaci di Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisenzio, pur dichiarando di "rispettare" la posizione di Funaro, ne hanno sottolineato la non condivisione, ribadendo con forza la legittimità e l'urgenza della loro azione legale. La loro difesa, che abbraccia implicitamente anche il ricorso universitario, si fonda sul concetto di "estrema rilevanza collettiva" della questione, ritenuta troppo importante per essere affrontata senza un vaglio giurisdizionale approfondito. Un confronto, quello tra l'amministrazione centrale del capoluogo e i comuni dell'hinterland, che riflette antiche tensioni territoriali e diverse sensibilità sulla gestione del territorio.




