Napoli-Cagliari, l'amarcord
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Redazione Sport
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Ritornare al Maradona dopo la magica notte del 23 maggio, che ha regalato al Napoli il quarto scudetto, rappresenta un evento carico di simbolismo per la squadra e per la città. Gli azzurri, che domani sera saranno accolti da circa cinquantamila spettatori, affrontano un avversario noto: il Cagliari, lo stesso di quella serata indimenticabile. Antonio Conte, però, preferisce guardare avanti. «Quello del 23 maggio non mi pareva certo appagato», ha sottolineato il tecnico durante la conferenza stampa, ricordando come la vittoria fu merito della sua squadra e non un regalo. Sembra voler scacciare qualsiasi tentazione di nostalgia, concentrandosi su un presente che richiede massima concentrazione.
L’allenatore si aspetta una prova complessa contro una formazione sarda che, nonostante la sconfitta con la Fiorentina, ha mostrato segni di progresso. Per questo, avverte che «servirà un grande approccio e una determinazione di alto livello per fare bene e confermarci». La sua analisi tecnica si spinge poi a considerare l’intero campionato, che gli appare più equilibrato del solito: «Vedo sette-otto squadre competitive», ha dichiarato, delineando un panorama in cui il margine di errore si è drasticamente ridotto. Sulle scelte tattiche, incluso il possibile conferimento del ruolo di portiere titolare ad Alex Meret, Conte mantiene un riserbo strategico: «Loro sanno chi gioca».
Per una curiosa coincidenza del calendario, la storia sembra ripetersi. I sardi furono infatti i primi avversari al San Paolo anche del secondo Napoli scudettato, nella stagione 1990-1991. In quell’occasione, l’esito non fu positivo per i partenopei, sconfitti per 2-1 dalla squadra allora guidata da Claudio Ranieri. Un precedente che, sebbene lontano nel tempo, aggiunge un sottotesto storico alla sfida di sabato alle 20.45.




