Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, la recensione di un rpg a turni che cambia pelle
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il 13 marzo 2026, ormai dietro l'angolo, segnerà il ritorno di una delle serie spin-off più amate da chi ai mostri preferisce legarsi in amicizia piuttosto che ridurli in pelle e ossa per un nuovo set di armatura. Capcom, forte del successo di Resident Evil Requiem e dei suoi cinque milioni di copie vendute in pochi giorni, è pronta a lanciare Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, regalando ai giocatori un'esperienza che, per ammissione degli stessi sviluppatori, cerca di contaminarsi con quanto di meglio il panorama dei Jrpg giapponesi e occidentali abbia da offrire. Il Titolo, che ho avuto modo di testare nella sua versione PC, rappresenta un'evoluzione piuttosto che una semplice continuazione, un concetto che trova le sue fondamenta in scelte progettuali precise e in un coraggioso cambio di prospettiva anagrafica per il suo protagonista. Non siamo più di fronte al classico giovane apprendista che deve imparare i rudimenti del mestiere: qui si veste direttamente i panni di un cavaliere di punta, un "asso" dell'omonimo regno, e questo cambio di status non è solo un dettaglio narrativo, ma un perno attorno al quale ruota l'intera costruzione dell'avventura.
Un salto generazionale nella narrazione e nelle meccaniche
L'abbandono del protagonista fanciullo, che nelle precedenti iterazioni aveva dodici e poi quindici anni, per un eroe diciannovenne non è una semplice questione di qualche candelina in più sulla torta. Il director Kenji Oguro ha spiegato come la ripetizione dello schema del rider in addestramento rischiasse di rendere il terzo capitolo una copia sbiadita dei primi due, e da qui la decisione di affidare al giocatore un personaggio già formato, capitano dei ranger e con una missione chiara fin da subito. Questa maturità si riverbera in ogni aspetto del gioco, dalla scrittura più sfumata dei dialoghi – che abbandonano le spacconate del solito Navirou, qui sostituito da un più pacato Felyne di nome Rudy – fino alla complessità degli scenari politici che fanno da sfondo alla minaccia principale, un "incrostamento cristallino" che sta alterando l'ecosistema e scatenando mostri fuori controllo. L'ispirazione dichiarata da titoli come Metaphor: ReFantazio e Clair Obscur: Expedition 33 non è solo una nota di merito, ma si traduce in un sistema di combattimento che cerca di eliminare la staticità tipica del genere, rendendo ogni turno un piccolo puzzle da risolvere piuttosto che una sequenza di azioni ripetitive.
Il combat system e la strategia del pensiero laterale
Se la base rimane il classico sistema a sasso-carta-forbice che contrappone attacchi di tipo Power, Speed e Technical, l'architettura che ci costruisce sopra il lead game designer Daisuke Wakahara è decisamente più articolata. L'obiettivo dichiarato era creare un sistema che obbligasse a "pensare attraverso molteplici possibilità", sperimentando strategie diverse per avere la meglio. A rendere tutto più dinamico ci pensano l'introduzione di una barra della stamina separata dall'ormai classico indicatore del legame, permettendo un utilizzo molto più frequente delle abilità speciali, e la nuova meccanica della Wyvernsoul Gauge, una sorta di barra della resistenza posseduta dai mostri che, una volta esaurita, li stordisce e concede attacchi extra in sincronia con tutto il gruppo. Non mancano nemmeno i "Feral Monsters", versioni pericolose e potenziate delle creature ordinarie che reagiscono in modi specifici se si colpiscono le "pietre della follia" incastonate nei loro corpi: una scelta di design, questa, che obbliga a imparare a colpire i punti giusti al momento giusto, perché sbagliare tempismo può significare scatenare una devastante controffensiva.
Un mondo da esplorare e un bestiario da collezionare
L'esplorazione di Azuria, il regno semi-open world in cui è ambientata l'avventura, beneficia immediatamente del fatto di avere un Rathalos completamente cresciuto come compagno di partenza. La possibilità di planare sfruttando le correnti ascensionali, di nuotare o arrampicarsi con altri monstie rende gli spostamenti fluidi e appaganti, mentre il ritorno del sistema di incursione nei nidi alla ricerca di uova rare mantiene intatto quel gusto della scoperta che aveva reso celebre la serie. A variare la formula, però, ci pensa l'introduzione di un bestiario che non è un semplice elenco, ma uno strumento attivo per comprendere le debolezze delle nuove creature e prepararsi al meglio agli scontri, in un ciclo virtuoso che lega l'esplorazione, la raccolta di materiali e il potenziamento dell'equipaggiamento. E se la longevità della campagna principale si attesta sulle trenta ore, il produttore esecutivo Ryozo Tsujimoto ha avvertito che difficilmente ci si fermerà lì: i playtest interni hanno sforato abbondantemente le cinquanta, complice la mole di missioni secondarie e la cura maniacale nella personalizzazione genetica dei propri compagni.
L'accoglienza della critica e il confronto con il passato
A pochi giorni dal debutto, le recensioni internazionali dipingono il quadro di un'opera che riesce nell'intento di elevare la sottoserie. Su Metacritic, la versione PlayStation 5 viaggia su un promettente 88, mentre OpenCritic registra una media dell'85 con una percentuale di raccomandazione che sfiora il 91%. La stampa specializzata sottolinea come Twisted Reflection abbia finalmente la scala e la qualità narrativa che ai due predecessori, spesso considerati esperimenti minori e un po' acerbi, mancavano. GameSpot parla di meccaniche che "si combinano organicamente" l'una con l'altra, mentre Windows Central lo definisce una "gemma" capace di confezionare una delle storie meglio scritte nell'intero franchise di Monster Hunter. Qualche voce fuori dal coro, come quella di PC Gamer, lamenta una certa fretta nello sviluppo delle motivazioni dei personaggi, ma concorda sulla profondità del sistema di crafting e di combattimento, che riesce a risultare complesso senza mai diventare opprimente, complice anche la possibilità di trasferire i dati di salvataggio dalla demo già disponibile.




