Strage del fine settimana sulle strade del Lazio: la maestra Laura Cozzi uccisa sulle strisce a Roma, due pedoni e tre motociclisti vittime degli incidenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un fine settimana nero, quello appena trascorso, ha trasformato l’asfalto delle province di Roma, Rieti e Latina in una trappola mortale. Il bilancio, aggiornato a ieri sera, parla di cinque vittime, un numero che include tre motociclisti e due pedoni, tra cui una donna rimasta uccisa in circostanze particolarmente drammatiche avvenute all’alba di domenica nella Capitale.

L’episodio più grave – che ha scosso profondamente il quartiere Prenestino – ha visto la morte di Laura Cozzi, una maestra elementare di 58 anni, mentre sua madre Virginia, 92 anni, lotta ancora tra la vita e la morte in una terapia intensiva. La dinamica dell’investimento, avvenuto mentre madre e figlia attraversavano regolarmente la carreggiata, ha assunto per gli inquirenti i contorni di una vera e propria fatalità innescata dalla distrazione, o forse da un colpo di sonno.

L’incidente in via della Serenissima: una carambola fatale davanti alla chiesa

Erano da poco passate le nove di domenica quando in viale della Serenissima, all’incrocio con via Cherso, una Toyota Yaris si è fermata al semaforo rosso; la vettura era condotta da una giovane infermiera di 28 anni, Eleonora T., che aveva appena iniziato le sue ferie e che, secondo le prime ricostruzioni, si era arrestata proprio per lasciar passare le due donne, le quali stavano probabilmente andando verso la parrocchia di Santa Maria Addolorata per la Messa.

L’attimo di sosta, però, è stato fatale: sopraggiungeva alle sue spalle un furgone Renault Trafic guidato da un autotrasportatore di 48 anni, il quale – forse a causa di una distrazione dovuta all’uso del telefono cellulare o a un improvviso colpo di sonno – non ha frenato, centrando in pieno la piccola utilitaria.

L’urto, violentissimo, ha trasformato la Yaris in un proiettile: sbalzata in avanti, l’auto ha travolto Laura e la madre anziana, proiettandole sull’asfalto; una delle due donne, la 92enne Virginia, è finita addirittura incastrata sotto un’auto regolarmente parcheggiata lungo il ciglio della strada, costringendo i vigili del fuoco a un intervento complesso per estrarla dalle lamiere.

L’omicidio stradale: i rilievi della locale e le ipotesi di accusa

Trasportata d’urgenza in codice rosso, la maestra Laura Cozzi è purtroppo deceduta poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, dove i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne la gravità delle lesioni riportate. La madre, la signora Virginia, è stata invece ricoverata in prognosi riservata presso il policlinico Umberto I, dove la rianimazione è ancora in corso e dove la prognosi rimane riservata.

Gli agenti della polizia locale del V gruppo Prenestino, giunti immediatamente sul posto per i rilievi del caso, hanno sequestrato i telefonini di entrambi i conducenti per verificare se al momento dello schianto vi fossero chiamate o messaggi in corso; particolare attenzione viene posta sul conducente del furgone, il 48enne, che non ha lasciato tracce di frenata sull’asfalto, suggerendo una velocità sostenuta e una mancata percezione del pericolo.

L’uomo, che si è giustificato parlando di un possibile colpo di sonno, è finito al centro di un’inchiesta per omicidio stradale, una accusa che verrà definita solo dopo l’esito degli esami tossicologici e dei test alcolemici a cui è stato sottoposto insieme alla giovane infermiera, rimasta invece illesa ma sotto choc.

La vittima: una vita dedicata all’insegnamento spezzata a due passi da casa

Laura Cozzi, residente nella zona e molto conosciuta nel quartiere, era una maestra elementare dell’istituto comprensivo "Via Aretusa"; lascia un figlio di 22 anni e una famiglia distrutta dal dolore – la sorella Patrizia ha appreso la notizia della morte mentre si trovava in sala d’attesa proprio in attesa di notizie sulla madre ricoverata.

La tragedia, che ha sconvolto decine di fedeli usciti dalla chiesa al momento dello schianto, rientra purtroppo in un quadro statistico allarmante: secondo i dati forniti dall’Asaps relativi a quest’anno, i pedoni uccisi sulle strisce pedonali sono già 89 su un totale di 183 vittime nazionali, e nel solo Lazio si contano 19 decessi, la maggior parte dei quali concentrati proprio nelle strade urbane di Roma.

Oltre al dramma di via della Serenissima, il fine settimana di sangue è stato completato da tre incidenti mortali in motocicletta avvenuti nel reatino e nel pontino – dove un 19enne è morto dopo una settimana di agonia a causa di uno scontro con un’auto – e da un altro pedone travolto a Latina, segno che la sicurezza stradale, soprattutto per gli utenti deboli, rimane una ferita aperta e sanguinante nel tessuto della regione.

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