Barcellona, rabbia arbitrale dopo il ko col Cholo: “Var parziale, grazie Germania”
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Redazione Sport
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Il conto, per il Barcellona, torna a essere salato nelle notti europee che contano. E se dodici mesi fa fu l’Inter a spezzare il sogno blaugrana in semifinale – con una sequela di episodi discussi che ancora oggi bruciano negli uffici di Can Barça –, stavolta a infiammare gli animi nel quarto di finale di Champions League ci ha pensato l’Atletico Madrid. La sconfitta per 2-0 al Camp Nou, resa ancor più pesante dall’inferiorità numerica durata quasi tutto il secondo tempo, ha scatenato la reazione furibonda del club catalano, che non le manda a dire nemmeno stavolta. L’oggetto del contendere, come spesso accade in queste partite dalla posta altissima, è la gestione del Var e del direttore di gara Kovacs. Più che il rosso mostrato a Pau Cubarsí – un cartellino inizialmente giallo poi trasformato in espulsione dopo il richiamo dal video – a far traboccare il vaso è stato un altro episodio, sfuggito alla moviola: il tocco di mano di Pubill, difensore dei Colchoneros, nel caos seguito a un rinvio errato del portiere Musso. Secondo il racconto del quotidiano spagnolo As, il club attendeva non solo il rigore ma anche la seconda ammonizione per lo stesso Pubill, che avrebbe così lasciato il campo tra i fischi, ristabilendo la parità numerica. Invece, nulla.
Il Var che ribalta il primo tempo e l’ira di Flick
L’episodio che ha cambiato il volto della partita, comunque, resta quello che ha coinvolto Cubarsí e Giuliano Simeone. L’attaccante dell’Atletico, lanciato a rete, è stato toccato dal difensore del Barcellona al limite dell’area: l’arbitro Kovacs, in un primo momento, aveva estratto il giallo e concesso un calcio di punizione dal limite. Poi il silenzio negli auricolari, la corsa verso il monitor e la decisione opposta: espulsione diretta per l’azzurrino Cubarsí, che lasciava i suoi in dieci già al 44’ del primo tempo. Una svolta che ha aperto la strada alla splendida punizione realizzata da Julian Alvarez, una traiettoria a giro che ha beffato il portiere e portato in vantaggio gli ospiti proprio allo scadere della prima frazione. Il raddoppio di Alexander Sorloth, arrivato al 70’, è stato quasi una logica conseguenza di una partita gestita con intelligenza dal Cholo Simeone, nonostante le difficoltà iniziali – il pullman dell’Atletico era stato accolto a sassate all’arrivo allo stadio.
“Il Var parziale, era tedesco: grazie Germania”
La furia di Hansi Flick, tecnico tedesco del Barcellona, non si è scatenata tanto per l’espulsione di per sé – su cui ha comunque mostrato dubbi (“Non sono sicuro che il contatto fosse sufficiente, il pallone era già oltre”) – quanto per l’intervento selettivo del Var. “Il Var è stato molto parziale a favore dell’Atletico – ha dichiarato a caldo l’allenatore –. Era tedesco, grazie Germania”. Una stilettata evidente al collega arbitro al Var, della stessa nazionalità di Flick, che a suo dire avrebbe dovuto segnalare anche l’episodio del tocco di mano di Pubill. “Non capisco perché non sia intervenuto anche lì – ha proseguito –. A cosa serve allora il Var? Doveva essere rigore, secondo giallo e quindi espulsione. È inaccettabile”. Parole pesanti, che difficilmente passeranno inosservate agli occhi dell’Uefa, già chiamata a valutare i reclami formali che il club catalano starebbe preparando.
Un passato che pesa: il ricordo dell’Inter e il rischio eliminazione
Non è la prima volta che il Barcellona esce da una partita di coppa con la sensazione di essere stato tradito dal sistema arbitrale. Nella scorsa stagione, la semifinale contro l’Inter aveva già lasciato strascichi polemici notevoli, con episodi controversi che avevano alimentato un vero e proprio esposto alla Uefa. Stavolta la posta è ancora più alta, perché il 2-0 subito in casa significa dover rimontare due reti al Metropolitano, dove l’Atletico di Simeone ha costruito la sua fama di squadra inossidabile. Il rischio eliminazione è concreto, e la rabbia del club – che già aveva protestato per il mancato richiamo sul presunto rigore – rischia di trasformarsi in un boomerang se non verrà canalizzata in maniera lucida. Quel che è certo, per ora, è che il match è stato deciso da due episodi: la genialità di Alvarez su punizione e la severità del Var nei confronti di Cubarsí. Tutto il resto, per il Barcellona, è solo un amaro margine di discussione.




