Rossi, la guerra di famiglia che divide Tavullia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La giovialità tipica degli abitanti di Tavullia, quella che resiste perfino alle nebbie più umide della provincia pesarese, sembra messa a dura prova dalla lacerante disputa che vede contrapposti, in un'aula di tribunale, Valentino Rossi e suo padre Graziano. Una vicenda che, come svelato dalle inchieste giornalistiche, travalica i semplici dissapori familiari per configurarsi come un contenzioso giudiziario amaro, il cui nucleo ruota attorno alla figura di Ambra Arpino, compagna di Graziano e denunciata per circonvenzione d'incapace. Un isolamento, quello del padre settantunenne del campione, descritto come pressoché totale da chi ha provato ad avvicinarlo: i suoi contatti, ormai, si limitano a risposte evasive al telefono, mentre chi l'ha conosciuto parla di un uomo tagliato fuori da tutto, circostanza che molti attribuiscono, senza mezzi termini, all'influenza esercitata dalla donna, impiegata pubblica sedici anni più giovane e dal carattere particolarmente determinato.

Le parole di una madre

A gettare ulteriore benzina sul fuoco di una situazione già tesa, contribuiscono le dichiarazioni di Stefania Palma, madre di Valentino ed ex moglie di Graziano, le quali suonano come un’amara diagnosi delle motivazioni alla base della discordia. “Se Graziano avesse fatto il falegname”, ha affermato con schiettezza, “Ambra sicuramente non era lì”. Una considerazione che, al di là del risentimento personale, sembra voler indicare un movente economico alla base dell’intera faccenda, dipingendo un quadro familiare stravolto da ciò che lei stessa non esita a definire “una storia molto brutta”. Non manca, peraltro, una parziale assoluzione per il figlio campione, del quale sottolinea gli sforzi profusi nel tentativo di ricucire un rapporto ormai logoro, sforzi evidentemente naufragati dinanzi a una frattura divenuta insanabile.

Il parere della legge e le perizie

Sul versante giudiziario, l’inchiesta per circonvenzione sembra avviarsi verso un’archiviazione, stando alle valutazioni della procura di Pesaro. Come spiegato dal procuratore, in simili casi le perizie medico-legali assumono un’importanza preponderante per stabilire lo stato di capacità di intendere e di volere della persona presunta vittima. Ed è proprio l’esito di questi accertamenti, ben cinque in totale, a risultare determinante: le valutazioni condotte su Graziano Rossi concluderebbero, infatti, che l’uomo è perfettamente in grado di gestire in autonomia il proprio patrimonio. Un verdetto tecnico che, se da un lato potrebbe chiare un procedimento penale, dall’altro non sembra affatto placare il conflitto privato, anzi, ne lascia intatte tutte le premesse, compresa la controversa questione del mantenimento della sorellastra di Valentino, che il padre avrebbe intenzione di revocare.

Un paese che cerca la pace

In questo groviglio di sentimenti feriti, interessi economici e sentenze legali, resta il disappunto silenzioso di Tavullia, paese che alla famiglia Rossi deve gran parte della sua fama mondiale e che ora si trova a osservare, impotente, una lite destinata a fare cronaca. La comunità, che della famiglia ha condiviso gioie e successi per generazioni, rifiuta esplicitamente di schierarsi, cercando piuttosto una via di pacificazione. “Li amiamo tutti e due”, è il sentimento diffuso, un’espressione di affetto radicato che però si scontra con la realtà dei fatti, dove scambiare anche solo poche parole è diventato complicato e dove il risentimento ha costruito muri alti, forse più difficili da abbattere di qualsiasi curva del circuito.

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