Samsung Galaxy S26 FE, le fotocamere sono quelle del modello precedente
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Redazione Scienza e Tecnologia
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I riflettori sul prossimo Galaxy S26 FE, l'ultimo arrivato atteso entro l'anno dalla casa di Suwon, si accendono con un'onda di indiscrezioni che svelano il cuore tecnologico del dispositivo. A fronte di un design che sembra aver subito alcune rifiniture e di una conferma ufficiale, seppur generica, sull'esistenza del prodotto, sono i dettagli più minuti a delineare il profilo di questo atteso smartphone. L'attenzione si concentra ora sul comparto fotografico, dove emergono scelte precise da parte del colosso sudcoreano.
Un nome in codice che è una garanzia
Nel mondo della tecnologia, come spesso accade, sono i nomi in codice a fungere da primi, timidi annunci. Per il Galaxy S26 FE, questo è "r14": una sigla che, per chi è avvezzo ai cicli produttivi dell'azienda, rappresenta una logica prosecuzione del percorso iniziato con i modelli "r12" e "r13". Questi due ultimi corrispondevano, rispettivamente, al Galaxy S24 FE e al Galaxy S25 FE, a testimoniare una linea evolutiva chiara e ben definita.
La scelta di questo nome, per quanto possa sembrare un dettaglio tecnico, offre la prima certezza: il progetto è ben avviato e segue la tradizione della serie, con l'obiettivo di portare sul mercato un dispositivo che, pur stando un gradino sotto i top di gamma, sappia offrire un'esperienza completa e bilanciata.
Il paradosso del sensore principale: stessa lente, stessa visione
Proprio quando ci si aspetterebbe un salto in avanti, l'indiscrezione più rilevante, o forse la meno entusiasmante a seconda dei punti di vista, riguarda il cuore pulsante del comparto imaging. Il Galaxy S26 FE, secondo quanto anticipato, monterà lo stesso sensore principale del modello che lo ha preceduto. Si tratta del Samsung ISOCELL S5KGN3, un componente da 50 megapixel già collaudato sul Galaxy S25 FE, con dimensioni 1/1.57 pollici, pixel da 1 µm, apertura f/1.8 e la presenza di un affidabile sistema di stabilizzazione ottica e autofocus Dual Pixel PDAF. Una scelta che, se da un lato può apparire come un'assenza di novità, dall'altro testimonia la bontà e l'affidabilità di un sensore che, nel tempo, si è dimostrato all'altezza delle aspettative. Samsung punta sulla continuità, scommettendo sulla capacità di un hardware conosciuto di garantire prestazioni sempre ad alto livello, magari con il supporto di un comparto software più evoluto.
Il reparto teleobiettivo e i dubbi sugli altri sensori
Se per il sensore principale la risposta è chiara, per quanto riguarda il teleobiettivo la musica non cambia: anche in questo caso, il nuovo arrivato si affiderà all'OmniVision OV08A1 da 8 megapixel, lo stesso che offre lo zoom ottico 3x e che è stato utilizzato sul S25 FE. Il teleobiettivo, così come il sensore principale, beneficierà della stabilizzazione ottica, elemento che garantisce scatti nitidi e senza vibrazioni. A creare un alone di mistero, però, sono gli altri due componenti.
Il Galaxy S26 FE dovrebbe montare due sensori da 12 megapixel, identificati come GalaxyCore GC12A2 e Sony IMX825. La questione, ancora aperta, riguarda il loro posizionamento: quale dei due fungerà da grandangolare e quale invece sarà destinato alla fotocamera frontale per i selfie? Se è ragionevole pensare che il Sony IMX825 possa essere utilizzato per la selfie camera, come già avvenuto su altri modelli, mentre il GalaxyCore GC12A2 potrebbe essere impiegato per l'ultra-grandangolare, al momento non c'è alcuna conferma ufficiale.
Un quadro che si fa più definito tra voci e conferme
A completare il quadro, oltre a queste voci sul comparto fotografico, arrivano ulteriori conferme da fonti autorevoli che delineano le altre caratteristiche del dispositivo. Il Galaxy S26 FE, che si prepara ad arrivare sul mercato probabilmente a settembre, è atteso con il processore Exynos 2500, una scelta che allontana lo spettro del chip più recente in favore di una soluzione comunque potente e già ben testata, con una batteria da 4900 mAh e il supporto alla ricarica rapida a 45 W.
L'aumento dei prezzi, che potrebbe superare i 50 euro rispetto alla generazione precedente per la versione base, è una conseguenza del rincaro dei componenti, in particolar modo delle memorie, una tendenza che non sembra risparmiare nessuno. Questi dettagli, incrociati con le indiscrezioni sul comparto fotografico, permettono di tracciare il profilo di un Galaxy S26 FE che si presenta come un'evoluzione più che una rivoluzione, con un'identità ben definita e una chiara strategia commerciale.
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