Arrestato Riccardo Bossi: deve scontare 5 anni e 9 mesi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato dai carabinieri nella giornata di mercoledì e trasferito nel carcere di Busto Arsizio. Il provvedimento di cumulo pene, firmato dal procuratore Carlo Nocerino, dispone l'esecuzione di una pena complessiva di 5 anni e 9 mesi di reclusione. L'arresto è scattato al termine di un lungo iter giudiziario che ha visto il quarantasettenne accumulare diverse condanne definitive per reati commessi tra il 2011 e il 2020.

Le condanne che compongono il cumulo

Il computo della pena tiene insieme diversi procedimenti. Tra i principali figurano un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata di circa 158mila euro ai danni della Lega, somma utilizzata per spese personali tra il 2009 e il 2011. A questa si aggiungono nove mesi per truffa e insolvenza fraudolenta, e due anni e sei mesi per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l'uomo avrebbe incassato circa 12.800 euro tra il 2020 e il 2023, percependo 280 euro al mese per 43 mensilità destinate al pagamento dell'affitto di un appartamento dal quale era già stato sfrattato per morosità. La misura era stata revocata in seguito alle verifiche della procura di Busto Arsizio.

Esclusa dal calcolo la condanna per maltrattamenti

Non rientra nel cumulo la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre, risalente al 2016. Sebbene la donna avesse inizialmente sporto denuncia per minacce e lesioni, salvo poi ritirare la querela dichiarando in aula che i rapporti familiari erano migliorati, il procedimento penale è proseguito. I documenti della procura descrivevano richieste incessanti di denaro accompagnate da episodi di violenza, degenerati in un'occasione in aggressione fisica nell'abitazione di Azzate.

La posizione resta in attesa del pronunciamento della Cassazione dopo la conferma della Corte d'Appello di Milano.

Il legale conferma l'esecuzione del provvedimento

A confermare l'arresto è stato il legale del quarantasettenne, che lo ha assistito nei vari processi celebrati davanti ai tribunali di Varese e Busto Arsizio. Nato nel 1979 dal primo matrimonio di Umberto Bossi con Gigliola Guidali, Riccardo Bossi era stato condannato in primo grado con rito abbreviato per le false attestazioni finalizzate a ottenere il sussidio, dopo che il pubblico ministero Nadia Calcaterra aveva coordinato le indagini. Il giudice aveva inoltre stabilito una provvisionale di 15mila euro nei confronti dell'Inps.

In quella circostanza, davanti al magistrato, l'imputato si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Il quadro familiare e politico

La vicenda si inserisce in un contesto familiare segnato dalla scomparsa di Umberto Bossi, avvenuta il 19 marzo 2026 all'ospedale di Circolo di Varese all'età di 84 anni. Il fondatore del Carroccio, che aveva guidato la Lega Nord dal 1989 fino al 2012, lascia la moglie Manuela Marrone e quattro figli: Riccardo, Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio. Renzo Bossi, noto come il “Trota”, ha commentato l'arresto del fratello con una dichiarazione affidata ai giornalisti: «Ognuno è responsabile delle sue azioni».

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