Freddo polare in arrivo in Italia, la prossima settimana aria gelida dalla porta artica
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Redazione Interno
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La porta artica, secondo quanto confermato dai principali centri di calcolo, pare proprio intenzionata a spalancarsi a partire dalla prossima settimana, cambiando radicalmente un quadro meteorologico fin troppo stabile. Sebbene permangano, com'è fisiologico in simili scenari, dei margini di incertezza sulla traiettoria precisa di questi flussi freddi polari, l'arrivo di un'aria decisamente più gelida appare ormai un evento probabile, destinato a coinvolgere in particolare i settori settentrionali della Penisola. Molto, riguardo agli effetti più visibili, dipenderà dall'eventuale sviluppo di depressioni sul Mediterraneo, le quali, qualora si formassero, potrebbero fungere da propulsori per l'umidità necessaria a imbiancare anche le quote di pianura.
La dinamica della saccatura
Il modello del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine delinea, con chiarezza, una vasta saccatura in discesa dalla Scandinavia che, raggiungendo l'Europa sud-occidentale, si spingerà fin sull'Italia. Si tratterebbe di un cambiamento netto e brusco, che metterebbe fine a settimane di relativa stabilità atmosferica, con il ritorno di precipitazioni su molte regioni; un'evoluzione che, se confermata, segnerebbe l'ingresso vero e proprio nella stagione invernale dopo un periodo dalle temperature anomale. L'atmosfera, in altre parole, torna a movimentarsi dopo una lunga pausa, preparando il terreno per quello che viene definito come un colpo di coda dell'autunno o un inverno a sorpresa.
Le tempistiche e i primi effetti
Già nel corso di martedì 18 e mercoledì 19 novembre si avvertiranno i primi segnali di un mutamento, con il passaggio di un vortice sul bacino del Mediterraneo che andrà a innescare piogge, alcune delle quali anche piuttosto forti, su buona parte del Centro-Sud. Successivamente, l'irruzione polare vera e propria inizierà a dispiegare i suoi effetti, portando con sé un calo drastico delle temperature che si farà sentire da Milano a Roma, investendo in modo evidente le regioni dal Nord al Centro. La prima irruzione seria di aria fredda della stagione, che alcuni definiscono "storica" per la sua precocità e intensità, sembra dunque avere una data di inizio precisa, collocandosi a metà della prossima settimana.
Neve a bassa quota e possibili sviluppi
La conseguenza più attesa e discussa di questo fenomeno meteorologico è la possibilità di nevicate fino a bassa quota, un evento che, se si verificasse, trasformerebbe il paesaggio di molte zone del Nord in un quadro invernale. La presenza di quelle depressioni, delle quali si accennava, risulterebbe determinante per convogliare l'umidità necessaria a produrre le precipitazioni, che, scontrandosi con il cuscino d'aria gelida al suolo, potrebbero appunto cadere sotto forma di neve. La tendenza, secondo alcune proiezioni, potrebbe protrarsi fino al periodo dell'Immacolata, suggerendo una fase di tempo instabile e freddo più duratura del normale, sebbene le previsioni a così lungo termine vadano sempre considerate con la dovuta cautela.




