Il bacio apparente tra Luna e Venere illumina i cieli di Genova
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è un fenomeno raro, eppure ogni volta che accade riesce a catturare l'immaginazione di chi alza lo sguardo verso l'alto, spinto da quella curiosità ancestrale che da sempre lega l'uomo agli astri.
Nella serata del 17 giugno, subito dopo il tramonto, i cieli della Liguria sono stati teatro di uno di quegli spettacoli che sembrano usciti da un dipinto romantico piuttosto che da un manuale di astronomia: la Luna e Venere, apparentemente così vicine da sfiorarsi, hanno regalato l'illusione ottica di un bacio celeste, un abbraccio luminoso che ha incantato gli osservatori e gli appassionati.
A fermare quel momento, immortalandolo in uno scatto realizzato dal giardino del Sole, davanti all'osservatorio astronomico del Righi a Genova, è stato il direttore della struttura, Walter Riva, che con la sua consueta competenza ha saputo cogliere l'essenza poetica di un incontro che, come spesso accade in questi casi, era destinato a rimanere tale solo agli occhi di chi lo osservava.
La distanza che inganna l'occhio
L'astronomia, si sa, è una scienza di misure e distanze, e in questo caso i numeri parlano chiaro, svelandoci l'inganno prospettico che si cela dietro la suggestione visiva. Come ha prontamente spiegato lo stesso Riva, la Luna, il nostro satellite naturale, si trovava in quel momento a circa 363mila chilometri dalla Terra, una distanza ragguardevole per i canoni terrestri ma assolutamente irrisoria se paragonata a quella che ci separa da Venere, il secondo pianeta del sistema solare per vicinanza al Sole.
Quest'ultimo, infatti, era posizionato a ben 170,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, una cifra talmente enorme da rendere quasi ironico il termine "vicinanza" utilizzato per descrivere l'allineamento, eppure è proprio questo divario siderale a creare l'illusione perfetta, quella che fa sembrare i due corpi celesti quasi sovrapposti lungo la linea di vista dell'osservatore terrestre.
Un cielo in movimento
Non si tratta, del resto, dell'unico evento di questo tipo ad aver animato le serate di giugno, un mese che si sta rivelando particolarmente generoso per gli amanti delle congiunzioni planetarie. Solo una settimana prima, infatti, avevamo assistito a un altro balletto celeste di rara bellezza, con Venere e Giove che, dopo essersi incrociati in uno splendido abbraccio, hanno iniziato ad allontanarsi gradualmente, lasciando spazio a un nuovo, suggestivo allineamento.
L'astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del progetto Virtual Telescope che opera dal cielo più buio d'Italia a Manciano, ha descritto con precisione questa dinamica, spiegando come la Luna, tornata visibile nel cielo serale, sia andata a raggiungere i due giganti, posizionandosi in apparenza particolarmente vicina a Venere e dando vita a quel singolare effetto ottico che ha tanto affascinato i genovesi e i liguri, soliti a scrutare l'orizzonte tra le colline e il mare.
Un fenomeno da non perdere
Il "bacio" tra i due corpi celesti, per quanto effimero e destinato a dissolversi con il progredire della notte e il mutare delle posizioni orbitali, rappresenta uno di quei momenti in cui la scienza e la poesia si fondono, regalando a chi assiste uno spettacolo che è al contempo un atto di fede nella razionalità matematica e un'occasione per lasciarsi andare al fascino dell'ignoto.
L'immagine catturata da Riva, con la Luna falcata che sfiora quasi il disco luminoso di Venere sullo sfondo del tramonto genovese, è destinata a fare il giro dei social network e delle testate specializzate, portando con sé quel senso di meraviglia che solo l'astronomia sa ancora suscitare, nonostante i secoli di studi e le conoscenze sempre più approfondite che abbiamo accumulato.
E mentre i due corpi celesti proseguono le loro inesorabili orbite, allontanandosi l'uno dall'altra come innamorati che si lasciano dopo un fugace incontro, resta impressa negli occhi di chi ha alzato lo sguardo l'immagine di un abbraccio impossibile, reso possibile solo dalla prospettiva e dalla distanza, un ennesimo, straordinario regalo che il cielo offre alla Terra.




