Al Nassr, rimonta da 0-2 a 3-2 in dieci uomini: ma è bufera su Cristiano Ronaldo sostituito all’intervallo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sono servite le due vittorie consecutive di inizio campionato a mettere al riparo l'Al Nassr da una serata di fuoco, e non solo per il risultato. La terza giornata di Saudi Pro League ha regalato un copione inaspettato nella trasferta di Dammam contro l'Al-Ettifaq, con i padroni di casa che hanno chiuso il primo tempo sul 2-0 grazie alle reti di Duda e Medran, i primi due gol subiti dalla squadra di Cristiano Ronaldo nell'intero torneo.

A complicare ulteriormente il quadro, l'espulsione del portiere brasiliano Bento al 12' per un intervento giudicato falloso dagli arbitri: un vero e proprio pugno nello stomaco per una squadra che, sulla carta, partiva con i favori del pronostico ma che sul campo si è ritrovata in dieci uomini e con il punteggio pesantemente sfavorevole.

In quel contesto di assoluta emergenza, è maturata la scelta dell'allenatore Ange Postecoglou, ex Tottenham, che all'intervallo ha deciso di sostituire il suo capitano e fuoriclasse portoghese; una decisione che ha scatenato una bufera mediatica ben più ampia della semplice rimonta, perché senza il numero 7 in campo la squadra ha trovato le energie per ribaltare il risultato fino al 3-2 finale, trasformando un episodio di ordinaria gestione tecnica in un caso dai contorni clamorosi.

La sostituzione che ha fatto discutere

Cristiano Ronaldo, rientrato titolare dopo l'impegno con la Nazionale portoghese ai Mondiali, ha vissuto una prima frazione opaca e nervosa, lontana dagli standard che hanno contraddistinto la sua carriera. Non riuscendo a incidere come avrebbe voluto, il quarantunenne attaccante ha manifestato il proprio disappunto con gesti eloquenti verso la panchina, fino al momento del fischio che ha sancito l'intervallo.

È stato a quel punto che l'allenatore Ange Postecoglou, noto per il suo carattere deciso e per la tendenza a non farsi condizionare dai nomi, ha optato per il cambio: Ronaldo è uscito dal campo sfilandosi la fascia da capitano con rabbia, dirigendosi direttamente negli spogliatoi senza guardare in faccia nessuno, in un'immagine che ha subito fatto il giro del mondo.

La scelta tecnica, per quanto coraggiosa, ha aperto un dibattito non da poco, soprattutto perché i compagni, rimasti in inferiorità numerica, hanno dimostrato una reazione che molti hanno letto come una liberazione collettiva dalla pressione del fuoriclasse.

La rimonta in dieci uomini

L'Al Nassr, infatti, è sceso in campo nella ripresa con un piglio diverso, più determinato e meno condizionato dalle gerarchie interne, e il risultato si è visto subito. Gli uomini di Postecoglou hanno cominciato a macinare gioco e a pressare alto l'Al-Ettifaq, approfittando di un calo fisico degli avversari che fino a quel momento avevano amministrato con sicurezza il doppio vantaggio.

La rete del 2-1 ha riaperto i giochi e dato fiducia a una squadra che, nonostante l'uomo in meno, ha trovato la forza di crederci fino all'ultimo minuto di recupero, completando una rimonta spettacolare che ha strappato i tre punti in una delle piazze storicamente più ostiche per i campioni in carica. Per avere un termine di paragone, basti pensare che in passato l'Al Nassr aveva vinto a Dammam soltanto due volte nelle ultime sette partite di campionato, il che rende ancora più significativa l'impresa compiuta in una serata che sembrava segnata da un destino avverso.

Le parole a freddo del fuoriclasse

Proprio nel momento in cui la bufera mediatica rischiava di travolgere ogni altra considerazione sul gioco, è arrivata la spiegazione di Cristiano Ronaldo, che a sorpresa ha spento le polemiche con un'intervento lucido e misurato. Il portoghese ha chiarito che la sua reazione rabbiosa non era legata a un dissidio con l'allenatore o a un presunto malumore verso i compagni, ma alla normale frustrazione di un giocatore abituato a vincere che vede la propria squadra in difficoltà e non riesce a dare il proprio contributo come vorrebbe.

Ha aggiunto, con una franchezza che ha sorpreso molti, che la vittoria finale è ciò che conta davvero e che l'importante era che l'Al Nassr portasse a casa il risultato, a prescindere dal suo ruolo in quella specifica circostanza. Una spiegazione che, sebbene inaspettata per la sua pacatezza, ha restituito un'immagine matura del campione, capace di mettere da parte l'orgoglio ferito per abbracciare il bene della squadra, anche se le immagini della sua uscita rabbiosa continueranno a far discutere per qualche giorno.

Le implicazioni per il futuro

Oltre al caso specifico, la serata di Dammam solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra i grandi campioni e le scelte tecniche degli allenatori, specialmente in contesti di pressione estrema come quelli del campionato saudita, dove ogni partita è seguita con un'attenzione mediatica che supera i confini del Paese.

L'episodio di Cristiano Ronaldo, con la sua sostituzione a pochi minuti dall'inizio di una rimonta storica, rischia di diventare un precedente per il modo in cui verranno gestiti futuri momenti di difficoltà, perché mostra che nemmeno un fuoriclasse del suo calibro è intoccabile quando la squadra ha bisogno di una scossa.

Al contempo, la reazione positiva dei compagni in sua assenza potrebbe alimentare letture opposte: c'è chi vedrà in questa vittoria la prova che l'Al Nassr può fare a meno del proprio capitano, e chi invece sottolineerà che proprio la presenza ingombrante di Ronaldo aveva attirato su di sé le attenzioni della difesa avversaria, creando spazi che altri hanno sfruttato nel secondo tempo. In ogni caso, la classifica sorride ai gialloblù, che restano a punteggio pieno e dimostrano una solidità mentale che, al netto delle polemiche, potrebbe rivelarsi decisiva per le ambizioni di titolo.

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