La piena del Po si attenua, ma l’allerta rossa resta in Emilia e Lombardia
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Redazione Interno
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L’ondata di maltempo che ha investito il Nord Italia ha portato il Po a superare i livelli di guardia in diversi tratti, costringendo le autorità a mantenere alta l’attenzione nonostante il fiume abbia iniziato a defluire. A Cremona, dove la piena ha raggiunto i 3,80 metri sopra lo zero idrometrico nella serata di ieri, l’acqua ha invaso le aree rivierasche, comprese le sedi delle società canottieri e le golene adiacenti. Ora il monitoraggio si sposta verso Casalmaggiore, dove il colmo è atteso nel primo pomeriggio, mentre i ponti rimangono sotto osservazione per eventuali criticità.
In Piemonte, a Castellamonte, nella cintura torinese, undici famiglie sono state fatte evacuare a causa di frane e smottamenti provocati dalle piogge intense, che hanno reso instabili i terreni. Ma è l’Emilia-Romagna a restare in stato di allerta massima, con il Po che a Boretto, in provincia di Reggio Emilia, ha superato di 33 centimetri la soglia rossa fissata a 6,5 metri, toccando quota 6,87 verso le 9.45. Anche a Borgoforte, sul versante mantovano, il fiume ha raggiunto il livello di criticità, confermando un’emergenza che si estende lungo tutto il corso.
Mentre il colmo della piena avanza verso valle, alcune zone più a ovest, come Polesine Zibello, hanno già registrato un calo di diverse decine di centimetri. Tuttavia, le golene rimangono allagate e l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha prorogato l’allerta rossa per tutta la giornata odierna, Pasqua. Arpae Emilia-Romagna, in coordinamento con le istituzioni locali, continua a seguire l’evoluzione della situazione, raccomandando estrema cautela nelle aree limitrofe al fiume e sospendendo qualsiasi attività di navigazione.




