Tutto l’amore che resta, Raoul Bova guida il liceo delle differenze
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una scuola costruita sull’inclusione diventa il terreno sul quale adolescenti, famiglie e insegnanti devono confrontarsi con disabilità, pregiudizi, primi amori e difficoltà personali: è il punto di partenza di Tutto l’amore che resta, la fiction arrivata su Rai 1 il 29 settembre con Raoul Bova nei panni del preside Stefano Fogli. La serie, diretta da Andrea Rebuzzi, affida al liceo Helen Keller il compito di mettere a contatto ragazzi molto diversi tra loro, trasformando l’esperienza scolastica in un confronto quotidiano con barriere che non sono soltanto fisiche. Nel cast figurano anche Giulia Bevilacqua e un gruppo di giovani interpreti, tra i quali Gloria Harvey.
Il liceo Helen Keller e il progetto di Stefano Fogli
Il preside ha costruito il suo progetto educativo sull’idea che studenti con esperienze, condizioni e necessità differenti possano condividere gli stessi spazi senza essere separati dalle loro diversità. La scuola diventa così il luogo nel quale questa impostazione deve misurarsi con problemi concreti e con le resistenze di chi non la considera facilmente applicabile. Fogli non affronta soltanto questioni didattiche: la difesa del modello del liceo finisce per coinvolgerlo direttamente, costringendolo a distribuire energie e attenzione tra gli studenti e la propria vita privata. Proprio questo intreccio porta la fiction fuori dalla rappresentazione astratta dell’inclusione e la lega alle conseguenze delle decisioni prese dai suoi protagonisti.
Tra gli studenti spicca Vittoria, interpretata da Gloria Harvey, una ragazza ribelle e arrabbiata che deve abbandonare la vita alla quale era abituata nella Roma benestante e ricominciare in un ambiente completamente diverso. Il trasferimento la porta a entrare in contatto con una realtà scolastica che inizialmente fatica ad accettare e con persone capaci di mettere in discussione convinzioni e pregiudizi. Il percorso dell’adolescente permette alla storia di affrontare anche il tema del cambiamento imposto, quando nuove relazioni e nuove condizioni di vita costringono a guardare diversamente ciò che prima appariva distante. Accanto a lei si sviluppano storie di amicizia e sentimenti che coinvolgono gli altri ragazzi dell’istituto.
Le anticipazioni del 6 ottobre: Stefano sotto pressione
Nella terza e nella quarta puntata, in onda martedì 6 ottobre, la posizione di Stefano diventa più difficile proprio mentre il progetto educativo entra nella sua fase più delicata. Il preside deve difendere la scuola e l’idea di integrazione sulla quale l’ha costruita, confrontandosi con uno scetticismo che mette sotto pressione il suo lavoro. Alle tensioni nell’istituto si aggiungono quelle domestiche: la dedizione riservata agli alunni produce conseguenze anche nei rapporti familiari, facendo emergere il prezzo personale delle scelte compiute dall’uomo. Il conflitto non riguarda più soltanto il funzionamento del liceo, perché ciò che accade tra le sue mura comincia a incidere direttamente sugli equilibri della casa del protagonista.
Le nuove puntate approfondiscono anche le vicende degli studenti, facendo incontrare sentimenti, fragilità e difficoltà molto diverse. Nuri, atleta non vedente appassionato di corsa, trova in Pietro una guida sulla pista di atletica, mentre Ambra è coinvolta in un misterioso amore online. Vittoria, invece, custodisce verità compromettenti. Sul fronte scolastico Stefano deve affrontare Michela, incaricata di un’ispezione ministeriale che porta il confronto sul modello educativo dell’Helen Keller direttamente sul piano istituzionale. Per il preside si apre quindi un problema diverso dall’opposizione incontrata tra i genitori: deve difendere concretamente il funzionamento dell’istituto davanti a un controllo esterno.
La scelta che porta il conflitto dentro casa
La pressione professionale si accompagna a una decisione destinata a incidere sul rapporto tra Stefano e la moglie Paola. Il preside sceglie infatti di accogliere in casa Alex, ragazza ribelle alla quale vuole offrire un’opportunità, ma la sua iniziativa provoca una profonda tensione familiare. Paola si sente sempre più isolata mentre il marito investe una parte crescente delle proprie energie nella missione educativa e nei problemi dei ragazzi che cerca di aiutare. Il confine tra il ruolo di dirigente scolastico e quello di padre e marito diventa così sempre più difficile da mantenere, perché l’impegno assunto nei confronti degli studenti entra materialmente nello spazio domestico.
Un altro nodo riguarda Luca, il figlio del preside, che vive una condizione di forte isolamento legata alla sua malattia. Stefano cerca un modo per spingerlo a reagire e a superare le proprie paure, arrivando a una scelta che non trova l’approvazione della moglie. Il rapporto tra padre e figlio introduce nella storia una prospettiva differente rispetto a quella degli studenti: l’uomo che nella scuola prova ad abbattere le barriere deve affrontare all’interno della propria famiglia le difficoltà di un ragazzo che tende a chiudersi rispetto al mondo esterno. È proprio su questo terreno che la missione educativa di Fogli smette di appartenere soltanto al suo lavoro e investe direttamente la sua esperienza di padre.
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