La polemica sulla casa popolare di Stefano Tacconi: la moglie chiarisce

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Laura Speranza, moglie dell’ex portiere della Juventus e della Nazionale Stefano Tacconi, ha voluto mettere fine alle polemiche scatenate dal rapido cambio di alloggio popolare assegnato alla coppia dall’Aler, l’ente regionale lombardo per l’edilizia residenziale. In un’intervista al Corriere della Sera, Speranza ha spiegato che il trasferimento, avvenuto in meno di due mesi, è stato possibile grazie al riconoscimento della disabilità totale del marito, colpito da un aneurisma cerebrale nell’aprile 2022. «Nessun favoritismo», ha dichiarato, sottolineando che la famiglia aveva tutti i requisiti necessari e si è posizionata al primo posto in graduatoria proprio per via delle condizioni di salute di Tacconi.

La vicenda ha preso piede quando, a luglio 2023, la coppia ha firmato il contratto per un primo alloggio popolare, salvo poi richiedere e ottenere un trasferimento due mesi dopo. La nuova abitazione, ha spiegato Speranza, era necessaria per garantire una migliore qualità di vita al marito, che non poteva affrontare le quattro rampe di scale presenti nel precedente immobile. «Dove abitavamo prima era impossibile per lui», ha aggiunto, ricordando come Tacconi, nonostante i progressi nella riabilitazione, abbia ancora bisogno di assistenza costante.

Il regolamento Aler prevede infatti deroghe e priorità per chi si trova in condizioni di disabilità totale, permettendo cambi di alloggio in tempi rapidi quando sussistono motivi di salute. La graduatoria, pubblicata il 5 maggio 2023, aveva già visto la famiglia Tacconi-Speranza in testa, e il contratto per il primo alloggio era stato firmato il 7 luglio. Il successivo trasferimento, quindi, è avvenuto nel pieno rispetto delle norme, come ribadito dalla stessa Speranza: «Avevamo tutti i requisiti, non c’è stato alcun privilegio».

Intanto, la vita della coppia prosegue tra impegni quotidiani e terapie riabilitative. Speranza accompagna il marito tre o quattro volte a settimana per potenziare le gambe, un percorso che, nonostante le difficoltà, sta dando risultati incoraggianti. «Stefano ha avuto una ripresa incredibile», ha raccontato, «ha stupito anche i medici». Un miglioramento che, tuttavia, non cancella le conseguenze dell’aneurisma che tre anni fa ha sconvolto la loro esistenza.

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