Il 21esimo sigillo e la vendetta social: Thuram danza sul filo dello sfottò a Conte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre i fuochi d’artificio di San Siro si spegnevano e la curva lasciava spazio al silenzio notturno, Marcus Thuram non aveva finito di ballare. Anzi, il francese ha scelto la pedana più insidiosa del calcio moderno – quella dei social network – per infierire con eleganza sul principale antagonista di questa corsa scudetto, Antonio Conte, il tecnico del Napoli che per tutta la stagione ha tenuto i nerazzurri con il fiato sul collo. In un’era dove le parole pesano più dei tackle, l’attaccante ha pubblicato un album celebrativo su Instagram: tra coriandoli, lacrime di gioia e abbracci con i compagni, spicca un’istantanea apparentemente innocua. Thuram, immancabile con i suoi occhiali da sole specchiati anche in notturna, posa fiero mentre alle sue spalle un televisore inquadra il volto severo di Conte. La didascalia, chirurgica come un rigore sotto la Sud: "Adesso... si balla".

La frase che scotta e il precedente azzurro

Chi conosce la recente storia del nostro campionato, e chi ha seguito il docufilm "Ag4in" prodotto da De Laurentiis, sa bene che quelle quattro parole non sono affatto casuali. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, di una generica esortazione alla festa. "Adesso... si balla" era la citazione simbolo del Napoli targato Conte, l’urlo liberatorio dello spogliatoio azzurro dopo la rimonta sulla Juventus, diventato tormentone per i tifosi partenopei. Thuram, con un colpo di reni degno del padre Lilian, ha quindi depredato il nemico della sua arma retorica più preziosa per restituirgliela come una lama avvelenata. Un’operazione chirurgica di "trolling" che, al netto della rivalità sportiva, dimostra una lucidità mentale impressionante da parte del numero 9 nerazzurro, capace di trasformare un semplice post in un meme virale nel giro di pochi minuti.

Il guinzaglio di Chivu e la sagra del dileggio

A dire il vero, la sagra del dileggio ai danni del tecnico salentino era iniziata ben prima del triplice fischio. I tifosi interisti, memori dell’addio burrascoso del 2021 e delle continue frecciate ricevute negli anni, hanno preparato i ferri del mestiere. Già prima della partita con il Parma, la Curva Nord aveva esposto uno striscione che ritraeva Cristian Chivu – sì, proprio l’ex difensore – mentre teneva al guinzaglio un Antonio Conte rassegnato. Un’immagine violenta sul piano simbolico ma efficace su quello comunicativo, che ha aperto le danze a una pioggia di commenti sui principali forum e pagine social. "Stanno riformulando le tabelle", scriveva qualcuno; "Conte è riuscito a perdere lo scudetto contro uno stagista, dopo un mercato da 200 milioni", ribatteva un altro, riferendosi chiaramente alla differenza di esperienza tra il tecnico napoletano e il nuovo corso guidato da Chivu.

Like sospetti e il mercato che verrà

Dalle stelle alle stalle, o meglio, dal pallone al portafoglio. Perché in casa Inter la festa non cancella l’imminente lavoro di rafforzamento, e anche in questo frangente Thuram si è ritrovato al centro di un’altra girandola di interpretazioni. Sotto un suo scatto – quello in cui omaggiava la leggenda della Nba Kobe Bryant, seduto in spogliatoio con il trofeo davanti al volto – sono comparsi due "like" destinati a far discutere gli addetti ai lavori. Quelli di Curtis Jones, centrocampista del Liverpool, e Moussa Diaby, esterno dell’Al Ittihad. Due profili che, guarda caso, erano finiti nel mirino della dirigenza interista già durante la sessione invernale di calciomercato e che potrebbero tornare utili per la prossima stagione. In un’epoca in cui anche un semplice cuoricino viene decifrato come un messaggio cifrato, i sostenitori nerazzurri hanno immediatamente letto quei "mi piace" come un gradito preludio a future trattative.

Tra un balletto in live streaming con Calhanoglu e una presa in giro al giovanissimo Pio Esposito – "Pio è nato nel 2022" ha scherzato Thuram, sottolineando il divario generazionale – il francese ha quindi confezionato una delle esultanze più memorabili del dopo scudetto. Con una flemma tutta parigina, ha trasformato la luce violenta dei flash in una danza ipnotica, lasciando Conte a guardare da lontano, inquadrato come un vecchio quadro appeso in salotto.

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