Pioggia record e frane riattivate, nuovo allarme maltempo in Friuli
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Redazione Interno
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Una perturbazione intensa, abbattutasi tra il tardo pomeriggio e la notte di domenica, ha lasciato il segno nel Friuli Occidentale, riattivando frane, abbattendo alberi e scatenando raffiche di vento che hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco per 23 chiamate d’emergenza. Sebbene non si sia configurata una situazione di crisi irreversibile, l’allerta arancione della Protezione civile ha confermato la gravità di un fenomeno che, pur circoscritto, ha evidenziato criticità idrogeologiche persistenti.
Nell’udinese, in particolare, le piogge torrenziali hanno fatto esondare il rio Clama ad Artegna, allagando un’abitazione, mentre a Magnano in Riviera e lungo la Pontebbana i danni hanno richiesto un sopralluogo dell’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. «Se oggi riusciamo a contenere gli effetti del maltempo», ha dichiarato, «è grazie agli investimenti degli ultimi anni nella prevenzione». Un riferimento esplicito ai 25 milioni di euro già stanziati nell’assestamento di bilancio per interventi di messa in sicurezza, cifra che verrà discussa in aula entro dieci giorni.
La ricognizione, svoltasi in tarda mattinata, ha toccato i comuni più colpiti della sinistra Tagliamento, da Ragogna a Tavagnacco, rivelando una rete idraulica fragile in più punti. «Fenomeni sempre più violenti, anche se localizzati», ha aggiunto Riccardi, sottolineando come la priorità sia ora concentrata sulla SS13 e sulla Pedemontana, dove i danni hanno reso necessari interventi immediati.




