Christine Lagarde sollecita l'Italia sulla ratifica del Mes
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Redazione Economia
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Christine Lagarde, nel corso di un'audizione alla commissione Economica del Parlamento europeo, ha posto l'accento su una questione che, sebbene non menzioni esplicitamente l'Italia, vede il nostro paese come unico e diretto interessato. La presidente della Banca centrale europea ha espresso la viva speranza che il Meccanismo europeo di stabilità possa essere finalmente ratificato da tutti gli stati membri, sottolineando come un solo paese ne stia di fatto impedendo la piena operatività. L'Italia, che ha già firmato i trattati internazionali, risulta essere l'unica nazione dell'Unione a non aver ancora perfezionato l'iter con un voto parlamentare, un passaggio formale ma indispensabile che si trascina ormai da diversi anni senza che se ne veda la conclusione.
La necessità di strumenti finanziari per l'Europa
L'appello di Lagarde, inquadrato in un più ampio discorso sulle prospettive economiche, si è concentrato sulla necessità di dotare l'Europa di strumenti funzionali. La ratifica, è bene precisarlo, non equivarrebbe all'automatica adesione ai programmi di assistenza finanziaria che il Mes offre, ma sbloccherebbe semplicemente la possibilità di farvi ricorso in futuro, qualora le circostanze lo richiedessero. Un atto che, nella visione della numero uno della Bce, è propedeutico a conferire all'istituto la capacità di svolgere la sua missione di sostegno, sia per gli stati in difficoltà che per le stesse istituzioni finanziarie.
Un monito in un contesto di incertezza
Il contesto in cui questo monito giunge è caratterizzato da una notevole incertezza, come la stessa Lagarde non ha mancato di evidenziare. Le prospettive inflazionistiche nell'area euro, ha affermato, "rimangono più incerte del solito", aggravate da un panorama di politica commerciale globale che si mantiene volatile e fonte di rischi multidirezionali. In uno scenario così frammentato, la richiesta di completare l'architettura finanziaria comune assume un peso particolare, diventando un tassello percepito come cruciale per la stabilità dell'intera unione monetaria.
Il percorso verso una maggiore unione finanziaria
Oltre alla spinosa questione del Mes, l'intervento della presidente ha toccato altri dossier strategici, dall'integrazione dei mercati dei capitali alla necessità di tradurre in azioni concrete le raccomandazioni contenute in rapporti come quello sull'competitività. Pur senza addentrarsi in un'opinione sull'utilizzo del fondo per scopi legati alla difesa, avendo esso – come ha osservato – "una concezione originaria differente", Lagarde ha ribadito con forza l'importanza di procedere speditamente verso una maggiore unione finanziaria, indicando in ciò una precondizione per ambire a rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica.




