Anthony Joshua ricoverato in Nigeria dopo l'incidente in cui sono morti due allenatori
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Redazione Sport
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L'ex campione del mondo dei pesi massimi Anthony Joshua rimane ricoverato, seppur in condizioni stabili e coscienti, in un ospedale nigeriano per sottoporsi a ulteriori accertamenti medici. L'atleta britannico, che ha 36 anni, è rimasto coinvolto in un grave sinistro stradale lungo l'autostrada che collega Lagos a Ibadan, un evento dal quale, a differenza sua, due suoi stretti collaboratori non sono usciti vivi.
Il bilancio tragico della collisione
A perdere la vita nello scontro, avvenuto tra il Suv sul quale viaggiava il pugile e un camion parcheggiato, sono stati due uomini descritti dal suo management come “amici intimi e membri del team”. Le vittime sono state identificate, in una nota congiunta delle società Matchroom Boxing e 258 BXG, in Sina Ghami e Latif Ayodele, noto anche come Latz, figure centrali nell'entourage del pugile. Il comunicato, nel confermare la notizia con "profonda tristezza", ha espresso le più sentite condoglianze alle famiglie degli scomparsi, sottolineando il legame personale e professionale che li univa a Joshua.
Le indagini e lo stato del pugile
Mentre le autorità locali procedono nelle consuete indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto, l'attenzione del mondo sportivo si concentra sulle condizioni fisiche del pugile. Sebbene la definizione "stabile e cosciente" lasci intendere che non sussistano pericoli immediati, la decisione di prolungare la degenza ospedaliera risponde alla necessità di escludere con certezza qualunque conseguenza interna, di quelle che, com'è noto, a volte si palesano a distanza di ore da traumi di una certa entità. La scelta di trattenerlo riflette, quindi, un principio di massima cautela da parte dei medici.
Un dramma personale oltre che sportivo
L'incidente, al di là dello shock per la notizia in sé, rappresenta per Anthony Joshua una perdita doppiamente lacerante. La scomparsa di Ghami e Ayodele, infatti, non priva soltanto il pugile di due tecnici di fiducia, ma strappa via due presenze amicali, parte di quel circolo ristretto che accompagna la vita di un atleta dentro e fuori dal ring. Questo lutto personale, che arriva in un periodo cruciale per la sua carriera, aggiunge un peso emotivo significativo alla sua convalescenza, rendendo il percorso di completo recupero, sotto ogni punto di vista, più complesso e delicato.




