Il fisco chiude due maxi vertenze: Amazon e Campari verseranno oltre un miliardo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’amministrazione finanziaria, guidata da Vincenzo Carbone, porta a casa un risultato di peso, siglando accordi che valgono complessivamente più di un miliardo e centoventi milioni di euro. Si tratta di due distinte operazioni, una conclusa e l’altra in fase avanzata, che segnano un punto a favore della certezza della pretesa tributaria. Con Amazon, infatti, è stato definito un accordo da 723 milioni di euro, mentre con Campari si sta perfezionando una chiusura per un importo superiore ai 400 milioni. Queste operazioni, frutto di accertamenti con adesione, consentono di recuperare risorse significative evitando al contempo lunghe e incerte liti giudiziarie.

La vertenza con il colosso dell'e-commerce

Il caso Amazon, in particolare, rappresenta l’epilogo di una complessa vicenda ispettiva e giudiziaria. La società ha accettato di versare 511 milioni di euro, una cifra che – sebbene consistente – appare ben distante dalle pretese iniziali dell’autorità, che ammontavano a circa 3 miliardi. La questione affonda le sue radici in un’inchiesta della Procura di Milano, coordinata dal pm Elio Ramondini con la Guardia di Finanza di Monza, incentrata su presunte dichiarazioni infedeli e omesse relative al triennio 2019-2021. Gli investigatori ipotizzavano una mancata applicazione dell’Iva sulle merci provenienti dalla Cina e stoccate nei magazzini italiani, una pratica che, secondo l’accusa, avrebbe eluso le norme introdotte dal decreto legge 34 del 2019. Quest’ultimo, com’è noto, impone specifici obblighi fiscali alle piattaforme digitali che facilitano le vendite a distanza all’interno dell’Unione europea.

I dettagli dell'inchiesta e la scelta della transazione

L’azione giudiziaria, che aveva visto anche perquisizioni nella sede milanese e il sequestro di migliaia di prodotti in un polo logistico bergamasco, si è quindi risolta con una transazione. Amazon, scegliendo di aderire alla proposta dell’Agenzia delle Entrate nell’ultimo giorno utile, ha di fatto chiuso il capitolo legato alla presunta evasione dell’Iva dei venditori extraeuropei attivi sul suo marketplace. Una mossa che, pur comportando un esborso di mezzo miliardo, gli consente di archiviare un contenzioso dall’esito potenzialmente molto più oneroso e di definire la propria posizione con il fisco italiano. La differenza tra la somma pattuita e le contestazioni iniziali, che superava i 2,5 miliardi, illustra la portata della trattativa e la volontà di entrambe le parti di trovare una soluzione deflattiva.

L'accordo in corso con il gruppo dei liquori

Parallelamente, procede a ritmo spedito la definizione della posizione del gruppo Campari, anch’essa destinata a concludersi con un versamento di oltre 400 milioni di euro. Mentre i dettagli tecnici di questa seconda vertenza, che non ha avuto sviluppi giudiziari penali di rilievo come nel caso precedente, vengono perfezionati, il risultato finanziario per l’erario è già chiaro. Questi due accordi, considerati nel loro insieme, dimostrano come l’azione amministrativa, affiancata quando necessario da indagini della magistratura, possa produrre recuperi ingenti. Senza dimenticare che, al di là degli aspetti puramente economici, simili operazioni stabiliscono un importante precedente in materia di fiscalità delle grandi imprese, soprattutto quelle operanti con modelli digitali transnazionali.

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