Gaia Pagliuca, morta dopo l’anestesia dal dentista: il dolore del padre e la ricerca della verità
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Redazione Interno
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Vincenzo Pagliuca, padre di Gaia, la 23enne di Assisi morta lo scorso 29 settembre dopo un’anestesia locale in uno studio dentistico di Bastia Umbra, racconta al Corriere della Sera il vuoto lasciato dalla figlia. «L’ho accompagnata io quel giorno, e da allora non vivo più», dice, ricordando come quella che doveva essere una banale estrazione del dente del giudizio si sia trasformata in una tragedia. «Sentivo che si lamentava per il dolore», aggiunge, descrivendo i tre giorni di agonia prima del decesso.
La Procura di Perugia ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo, coinvolgendo tre sanitari dello studio, tra cui un dentista e le sue due figlie. Secondo la relazione del medico legale incaricato dall’autorità giudiziaria, il decesso sarebbe stato causato da una «tossicità sistemica» dell’anestetico utilizzato. Sebbene le indagini siano ancora in corso, il referto autoptico ha fornito un primo elemento concreto, spingendo la famiglia a chiedere provvedimenti. «Chi ha sbagliato dovrà pagare», afferma Vincenzo, che ha affidato il caso all’avvocato Simone Moriconi.
Per lui, già segnato dalla perdita della moglie nel 2011, la sofferenza è doppia. «Sopravvivo per l’altro mio figlio, ma è come un galleggiamento a peso morto», confessa, sottolineando come la richiesta di giustizia sia l’unico modo per onorare la memoria di Gaia. La vicenda, oltre a scuotere l’opinione pubblica, riaccende il dibattito sui protocolli di sicurezza nelle pratiche odontoiatriche, spesso considerate routine ma non esenti da rischi.




