L’Italvolley chiude d’argento la Nations League: Giannelli brilla, ma la Polonia domina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nonostante la sconfitta nella finale di Nations League contro la Polonia, l’Italvolley può guardare al proprio percorso con orgoglio. Quella disputata a Ningbo, in Cina, è stata una partita senza appello: i ragazzi di Ferdinando De Giorgi, travolti da un’avversaria in stato di grazia, hanno ceduto in tre set (25-22, 25-19, 25-14) senza mai trovare il ritmo giusto. Ma il bilancio complessivo, come ha sottolineato lo stesso ct, resta positivo. «Arrivare in finale era un obiettivo importante», ha detto De Giorgi, che non ha nascosto la delusione per un epilogo lontano dalle aspettative, ma ha riconosciuto il valore di un gruppo capace di imporsi in dieci match della fase preliminare e di superare Cuba e Slovenia nei turni decisivi.
Tra i protagonisti azzurri spicca Simone Giannelli, premiato nel dream team della competizione. Il palleggiatore, pilastro della Sir Susa Vim Perugia, ha riassunto così il cammino della squadra: «Poche parole per descrivere l’ultima gara, ma se guardiamo al percorso, c’è soddisfazione per ciò che abbiamo costruito in un mese e mezzo». Accanto a lui, un altro volto noto del volley italiano, Kamil Semeniuk, schiacciatore polacco della stessa Perugia, ha invece sollevato il trofeo da campione, confermando il dominio della sua nazionale, già detentrice del titolo europeo.
La finale, però, ha lasciato spazio a riflessioni più ampie. L’Italia, pur confermandosi tra le prime squadre al mondo, ha scontato una serata in cui la Polonia – guidata da un gioco aggressivo e da un muro impenetrabile – non ha concesso alternative. «Episodi che hanno complicato alcuni aspetti», ha ammesso De Giorgi, senza entrare nei dettagli ma alludendo a quei passaggi chiave in cui gli azzurri hanno perso il controllo del match.




