Bitcoin rimbalza sui 73mila dollari, ma il mercato ignora i rischi del cessate il fuoco
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Redazione Economia
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Il prezzo del Bitcoin, dopo aver trovato un temporaneo appoggio nella zona grafica compresa tra 67.500 e 66.500 dollari, ha improvvisamente invertito la rotta portandosi a ridosso dei 73mila dollari. Un movimento, questo, che sembra restituire fiato a un mercato reduce da settimane di compressione laterale; eppure, dal punto di vista tecnico, gli analisti più prudenti ricordano come solo il superamento netto – e confermato – della soglia dei 76mila dollari potrebbe configurare un’inversione rialzista di tendenza. Solo oltre quel livello, spiegano, si aprirebbe la strada a una risalita di una certa consistenza, con un primo target individuabile in area 77.800-78mila dollari e un secondo obiettivo collocato a quota 79.200.400 dollari.
La notte del cessate il fuoco tra Usa e Iran e l’onda d’urto sulle asset class
A innescare l’accelerazione è stata una notizia di portata geopolitica: ieri sera, 7 aprile 2026, Donald Trump – che siede alla Casa Bianca ormai da più di un anno – ha annunciato su Truth Social un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran. L’effetto sui mercati è stato immediato e, per certi versi, controintuitivo. Il Bitcoin ha schizzato fino a 72.699 dollari, mettendo a segno un balzo del 5% in una sola giornata. Ma il vero terremoto si è consumato sul mercato petrolifero: il Wti è crollato del 10%, scivolando a circa 95 dollari al barile, mentre il Brent è precipitato da 114 a 94 dollari. Un movimento, quello dell’oro nero, che ha spiazzato molti operatori abituati a leggere le tensioni mediorientali come un moltiplicatore di rischio.
Mercati in festa e un pericolo silenzioso: i piccoli investitori restano a guardare
Le azioni e le criptovalute hanno accolto la tregua con entusiasmo, ma qualcosa non torna. La settimana di trattative dei mercati tradizionali si chiude in positivo per Bitcoin e per l’intero comparto crypto, i quali hanno saputo sfruttare un rinnovato appetito da parte degli investitori istituzionali o comunque di grandi dimensioni. Se c’è un dato che emerge con chiarezza da queste ore, è però l’assenza – ancora una volta – del pubblico dei retail. Che si tratti di piccoli risparmiatori asiatici, europei o del continente americano, nessuno di loro sembra aver preso parte alla festa. Una mancanza, la loro, che getta un’ombra sulla solidità del movimento rialzista.
Rimbalzi e ritracciamenti: la giornata altalenante di Bitcoin e Ripple
Nelle prime ore di ieri, il mercato crypto aveva subito un’impennata decisa proprio sulla spinta dell’annuncio di Trump. Tuttavia, la giornata non si è chiusa in bellezza per tutti: molti token hanno infatti ritracciato, chiudendo in territorio negativo. Tra questi spiccano lo stesso Bitcoin e Ripple, i quali hanno restituito parte dei guadagni nelle ore successive all’entusiasmo iniziale. Un andamento altalenante che racconta bene la fragilità di un sentiment ancora troppo legato ai singoli annunci politici.
Aprile cambia passo: Bitcoin interrompe la serie negativa
Nonostante la sessione odierna segni un -0,58% – con il Bitcoin che quota attualmente 71.523 dollari – il bilancio mensile resta positivo. Aprile, infatti, registra per la criptovaluta un +4,65%, interrompendo finalmente una serie di mesi consecutivi in calo. Un segnale, questo, che gli analisti tecnici leggono come possibile cambio di passo, ma senza ancora parlare di inversione strutturale. I dati macroeconomici, va detto, non sembrano aver spaventato più di tanto gli investitori, e l’intera trazione del mercato crypto continua a venire principalmente dagli Stati Uniti, dove la regolamentazione – pur tra mille incertezze – appare oggi meno ostile rispetto a pochi mesi fa.
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