Premio Film Impresa, al via la quarta edizione tra riconoscimenti a Tornatore e Pif e un nuovo premio per la musica originale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ha preso il via ieri al Cinema Quattro Fontane di Roma, e proseguirà fino al 4 marzo, la quarta edizione del Premio Film Impresa, l’iniziativa ideata e realizzata da Unindustria con il supporto di Confindustria e la collaborazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oltre che di Invitalia e del Circuito Cinema, che punta a esplorare e valorizzare il racconto del mondo produttivo attraverso il linguaggio cinematografico, laddove il film d’impresa cessa di essere un mero strumento promozionale per trasformarsi in un vero e proprio prodotto culturale. Si tratta di una tre giorni densa di appuntamenti, con proiezioni, incontri e masterclass, che vede la direzione artistica affidata a Mario Sesti e la presidenza a Giampaolo Letta, figure che hanno creduto fin dall'inizio in questo ambizioso progetto di dialogo tra industria e settore audiovisivo, capace di attrarre, tra le oltre duecento opere candidate a livello nazionale, una selezione ufficiale di trentasei film, di cui tredici inseriti nella sola Area Documentaria.

I riconoscimenti speciali e il nuovo premio per le colonne sonore

Tra i momenti più attesi della manifestazione, che si avvale anche del contributo di golden partner come Almaviva, Edison, Umana e UniCredit, spiccano senza dubbio i premi speciali annunciati per questa edizione, i quali testimoniano la volontà di allargare lo sguardo oltre i confini stretti della comunicazione aziendale. Un riconoscimento alla carriera sarà conferito a Sergio Castellitto, che tra l'altro presiede la giuria di quest'anno, mentre il Premio Ermanno Olmi 2026 andrà a Pif, apprezzato per la sua poliedrica attività di autore e regista capace di raccontare l'Italia e le sue contraddizioni. Un'attenzione particolare è stata riservata al connubio tra creatività e made in Italy: Giuseppe Tornatore riceverà il Premio Speciale alla Creatività per il suo film "Brunello, il visionario garbato", dedicato all'imprenditore Brunello Cucinelli, il quale a sua volta sarà insignito del Premio Speciale per il Made in Italy all'estero, a sottolineare come l'eccellenza produttiva nazionale possa diventare essa stessa oggetto di narrazione cinematografica d'autore. Novità assoluta di quest'anno, e che arricchisce ulteriormente il ventaglio delle categorie in gara, è l'istituzione di un Premio alla migliore musica originale, voluto e promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing, un segnale chiaro di quanto la dimensione sonora e la progettazione di colonne sonore ad hoc stiano diventando centrali anche in questo genere di produzioni, elevandone spesso la qualità complessiva.

I documentari in concorso e il sodalizio con Alice nella Città

Nel ricco programma delle proiezioni, che si articola nelle tre aree principali (Narrativa, Documentaria e II&S – Innovation, Image & Sound), trovano spazio storie diversissime tra loro, capaci di spaziare dalla grande manifattura storica alla cooperazione sociale, dall'artigianato di nicchia all'innovazione tecnologica. La casa di produzione Storymakers, specializzata in documentari industriali, vede selezionate due sue opere: "Le Vie del Basilico", realizzato per Barilla Group e in programma martedì 3 marzo, e "Food Farm 4.0", prodotto per Food Farm ScpA, che sarà proiettato mercoledì 4 marzo, entrambi nell'Area Documentaria. Quest'ultimo, in particolare, racconta un modello educativo innovativo che integra scuola, imprese e filiera agroalimentare, dimostrando come il cinema possa farsi veicolo di esperienze formative e di crescita. Accanto a questi, spiccano titoli come "Il sogno di Carlo" per la Fondazione Marazzato, che indaga la memoria industriale, o "Non ci vuole un pennello grande…" per Pennelli Cinghiale, a testimonianza della vivacità e della varietà di approcci con cui le aziende scelgono di raccontarsi, passando dall'analisi dei processi produttivi alla celebrazione di un'eredità familiare che si intreccia con il territorio. Da segnalare, inoltre, il consolidamento del sodalizio con Alice nella Città: dopo il premio assegnato lo scorso ottobre alla migliore regista under 35, la sinergia tra le due realtà compie un passo avanti, aprendo ulteriori prospettive per i giovani talenti che desiderano cimentarsi con il racconto del mondo del lavoro.

Il confronto tra generazioni e la scrittura per l'impresa

Non si tratta soltanto di proiettare film, però, perché il Premio Film Impresa ha dimostrato negli anni di voler essere anche un laboratorio permanente di idee e un luogo fisico di incontro e scambio professionale. Lo conferma il successo di "UNI.verso PFI", il "fuori salone" che per il secondo anno ha animato la giornata di apertura con panel dedicati a crescita, inclusione e comunicazione, mettendo attorno a un tavolo rappresentanti delle istituzioni, manager, registi e giovani creativi. Un'iniziativa particolarmente significativa è stata la masterclass diretta da Andrea Minuz, docente de La Sapienza, che ha coinvolto aspiranti sceneggiatori, registi e produttori in una simulazione di scrittura di un film d'impresa, lavorando a contatto con aziende reali come D-Hub Studios o WeBuild per sviluppare concept e sceneggiature originali. È in questo passaggio di consegne, in questo tentativo di mettere in relazione la creatività delle nuove leve con le esigenze narrative degli imprenditori, che risiede forse la sfida più autentica della manifestazione, quella di formare una nuova generazione di professionisti capaci di guardare all'impresa non come a un soggetto freddo e distante, ma come a un organismo vivente, ricco di storie tutte da scoprire e da raccontare con sguardo fresco e linguaggi contemporanei. Tra i film inediti presentati, anche "Elda" con Lorenza Indovina e "Ogni cosa ha il suo posto", a dimostrazione della qualità artistica che questi prodotti riescono talvolta a raggiungere quando l'incontro tra committenza e autori funziona e si basa su una reale comprensione reciproca.

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