La sinistra contro il raduno anti-migranti, la destra si riunisce nel segreto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre a Milano due piazze – San Babila e Cairoli – si preparano a ospitare oggi alle 14 le proteste contro il "Remigration Summit", il raduno dell’estrema destra europea prosegue tra ombre e segretezza in Lombardia, dopo l’annullamento della prenotazione in un hotel di Somma Lombardo. L’organizzazione, che riunisce esponenti della destra radicale, tra cui l’austriaco Martin Sellner, ha scelto di non rivelare la nuova location, alimentando ipotesi che indicano Gallarate come possibile sede.

La mobilitazione delle opposizioni, sostenuta da oltre 70 realtà tra partiti, sindacati e associazioni, denuncia i toni xenofobi del summit, definendolo una minaccia ai valori democratici. Matteo Salvini, però, respinge le richieste di vietare l’evento: «No ai divieti, non siamo in Urss», ha dichiarato, difendendo il diritto di riunione. Intanto, a La Spezia, altre frange dell’ultradestra si radunano sotto l’egida di CasaPound, ribadendo l’obiettivo comune: la cosiddetta "remigrazione", ovvero il rimpatrio forzato di migranti.

A Gallarate, dove alcuni indizi suggeriscono che il convegno possa svolgersi, si registrano segnali contraddittori: dalla prenotazione di Airbnb presi d’assalto ai menù di ristoranti che arrivano a 250 euro, fino alla polemica per il rogo di un Corano durante un’iniziativa precedente. Il clima è teso, e le forze dell’ordine monitorano la situazione per evitare scontri.

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