Chiara Ferragni sotto indagine per la campagna di beneficenza della bambola Trudi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Chiara Ferragni, imprenditrice di fama mondiale, è nuovamente al centro dell'attenzione per una campagna di beneficenza. Questa volta, non si tratta di dolci natalizi o uova di Pasqua, ma di una bambola Trudi venduta per raccogliere fondi da donare all'associazione Stomp Out Bullying, impegnata nella lotta al cyberbullismo.

Indagini in corso

Mentre il nucleo investigativo della polizia economico-finanziaria si riunirà lunedì prossimo per decidere come procedere in merito alla vicenda del pandoro, il nuovo filone di indagine non è al momento oggetto di accertamenti. Tuttavia, è probabile che le indagini che riguardano la influencer si allarghino a tutti i contratti in cui compare la parola beneficenza.

La risposta di Ferragni

A poche ore dalla pubblicazione online di nuove accuse di mancata trasparenza, Chiara Ferragni ha smentito le accuse legate alla campagna di beneficenza della bambola Trudi. Secondo una nota di TBS crew, società controllata da Ferragni, i ricavi derivanti dalle vendite di tale bambola avvenute tramite l’e-commerce The Blonde Salad, al netto delle commissioni di vendita pagate da TBS al provider esterno che gestiva la piattaforma e-commerce, sono stati donati all’associazione Stomp Out Bullying nel luglio 2019.

Il futuro della campagna di beneficenza

Nonostante le indagini in corso, la campagna di beneficenza legata alla vendita della bambola Trudi continua. Resta da vedere come questa vicenda influenzerà le future iniziative di beneficenza di Ferragni e se ci saranno ulteriori sviluppi nelle indagini.

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