Lorenzo Persiani, il bolide proibito e l’ultima curva: la Porsche presa di nascosto e il divieto del patrigno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alba di domenica 29 marzo si è trasformata in una tragedia annunciata, per quanto sfuggente possa essere la natura del destino quando si incrocia con la velocità. Lorenzo Mattia Persiani, studente di medicina di 21 anni, ha perso la vita nello schianto della Porsche 718 Spyder RS che stava guidando lungo viale di Porta Vercellina, a Milano. Dalle prime ricostruzioni, emerse anche dalle testimonianze raccolte negli ambienti familiari, il giovane avrebbe preso il bolide da 500 cavalli di nascosto. Un’azione che infrangeva un divieto preciso, imposto dal patrigno – l’ex marito della madre – dopo che il ragazzo era stato protagonista di due precedenti incidenti, dai quali, in quelle occasioni, era uscito senza conseguenze fisiche.

La dinamica dello schianto, avvenuto poco prima delle sei, racconta di una perdita di controllo improvvisa nel tratto di curva che da viale Papiniano immette in viale di Porta Vercellina, nei pressi del carcere di San Vittore. Il mezzo, con targa tedesca e noleggiato – stando agli accertamenti – tramite uno studio dentistico con cui il ragazzo aveva legami, ha prima urtato il cordolo destro per poi terminare la propria corsa contro quattro auto in sosta, accartocciandosi in modo violento. A bordo, oltre a Lorenzo, viaggiavano due ragazze, di 19 e 20 anni, che secondo le prime informazioni si trovavano sovrapposte sul sedile del passeggero di una vettura omologata per due soli posti.

I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarre i ragazzi dall’abitacolo e diverse ambulanze con automediche. Le due giovani, trasportate in codice giallo agli ospedali San Carlo e Fatebenefratelli, hanno riportato ferite ritenute non gravi. Per Lorenzo Mattia Persiani, invece, non c’è stato scampo. Portato in codice rosso al Policlinico, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma le condizioni, inizialmente critiche, sono precipitate fino al decesso nel corso della mattinata.

La passione per la velocità e i precedenti

Lorenzo, residente con la madre in zona Brera, era iscritto alla facoltà di Medicina all’Università Vita-Salute del San Raffaele, con l’ambizione di diventare odontoiatra. Aveva alle spalle un curriculum internazionale, con studi all’International School of Milan e un anno trascorso a Madrid, ma ciò che emerge dal suo profilo è una passione viscerale per i motori: aveva frequentato corsi di guida e sin da ragazzo correva con i go-kart in pista. Una passione che, secondo quanto emerso, aveva già avuto conseguenze in passato. I due incidenti precedenti, avvenuti in circostanze non meglio specificate, avevano indotto il patrigno a vietargli l’utilizzo della potente Porsche, un divieto che lui avrebbe aggirato in quella domenica mattina, tornando da una serata trascorsa all’Apophis club di via Merlo, in zona San Babila.

I rilievi della polizia locale

Gli agenti della polizia locale di Milano, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica, durati diverse ore e che hanno richiesto la deviazione del traffico nella zona. La vettura, una Porsche Spyder dal valore che può superare i duecentomila euro, è stata posta sotto sequestro. Sebbene la patente del 21enne fosse abilitata alla guida di quel tipo di vettura, non era invece regolare la circolazione con tre persone a bordo, dato il numero limitato di posti omologati. L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti resta quella dell’alta velocità come concausa della perdita di controllo in curva.

La tragedia di Lorenzo Mattia Persiani si inserisce in un contesto di ferite aperte sulla viabilità milanese, che solo una settimana prima aveva pianto la morte di Elisa Teodora Dranca, 20 anni, e Mithum Sandeepa Perera Kuranage, 23 anni, rimasti uccisi in uno scontro tra la loro moto e un taxi all’incrocio tra viale Campania e viale Corsica. Una scia di incidenti che, in entrambi i casi, ha visto protagonisti giovanissimi al volante di mezzi potenti.

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