Mondiali 2026, il pronostico degli economisti divide la Spagna dalla Francia ma occhio al Portogallo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà l’edizione più grande della storia, quella dei Mondiali di calcio che prenderà il via giovedì 11 giugno, e non soltanto per il numero record di nazionali partecipanti – quarantotto per la precisione – o per la scelta inedita di affidare l’organizzazione a tre paesi (Messico, Stati Uniti e Canada). L’attesa, ormai alle battute finali, si concentra anche su un aspetto tutt’altro secondario: chi riuscirà a sollevare la Coppa il 19 luglio, nella finalissima in programma al MetLife Stadium di New York.

Se il campo, come sempre, avrà l’ultima parola, è proprio nei giorni che precedono il fischio d’inizio che si moltiplicano i tentativi di fotografare le gerarchie di partenza. Due, in particolare, le analisi che stanno facendo discutere gli addetti ai lavori, sebbene arrivino a conclusioni parzialmente divergenti.

Il duello a distanza tra il sondaggio Reuters e il modello Goldman Sachs

Da un lato c’è il consenso raccolto da un’indagine condotta da Reuters tra l’11 maggio e il 5 giugno, che ha coinvolto 160 economisti provenienti da ogni angolo del globo: per il 35% di questi, la favorita numero uno è la Francia. La Spagna, pur inseguendo con il 31% delle preferenze, resta in una posizione di assoluto rispetto, mentre più staccate appaiono Argentina, Portogallo e Inghilterra. Dall’altro lato, e con un metodo radicalmente diverso, si è mosso il modello statistico di Goldman Sachs, frutto di quasi 20.000 partite internazionali analizzate dal 1978 a oggi: un algoritmo che pesa la forza degli avversari con il sistema Elo – originariamente concepito per gli scacchi – e che incorpora variabili come la capacità realizzativa, la forma recente e persino alcuni elementi psicologici. Ebbene, in questo caso a spuntarla sono gli spagnoli, con una probabilità di vittoria del 26% che supera di sette punti quella francese (19%).

Se si dovesse guardare ai numeri, il campione d’Europa in carica partirebbe dunque con un piccolo margine di vantaggio, ma la sostanza – al di là delle divergenze tecniche tra i due approcci – suggerisce un equilibrio piuttosto evidente: le due nazionali sono destinate a rimanere i principali poli d’attrazione del torneo.

Un aspetto, quest’ultimo, su cui sembra esserci convergenza anche tra gli addetti ai lavori, come dimostrano le recenti dichiarazioni di Ángel Di María, che nel giorno del suo addio al calcio internazionale ha indicato proprio transalpini e iberici come le antagoniste da battere, aggiungendo però un’outsider di lusso alla lista: il Portogallo.

L’intramontabile Cr7 e il Brasile, tra suggestioni e scetticismo diffuso

A proposito dei lusitani, guidati da un Cristiano Ronaldo ormai intramontabile, il gradimento nei pronostici è in crescita. Lo stesso modello della banca d’affari americana non le colloca tra le prime della classe – Inghilterra e Brasile risultano ancora davanti in termini percentuali – ma la loro candidatura è stata recentemente rilanciata anche dalle simulazioni del supercomputer “Opta”, che le assegna una chance del 6,9% di arrivare sino in fondo, appena un decimo di punto sopra la Seleçao di Carlo Ancelotti.

Proprio il Brasile, vale la pena ricordarlo, è oggetto di un giudizio piuttosto severo da parte degli analisti economici: nel sondaggio di Reuters quasi un terzo degli intervistati lo ha indicato come la potenziale grande delusione di questi Mondiali, nonostante il fascino esercitato dal tecnico italiano e dal ritorno di Neymar. La sensazione, insomma, è che la verdeoro debba dimostrare sul campo di poter invertire una tendenza che i numeri descrivono come negativa.

Il via ufficiale con Messico-Sudafrica e la sfida della Rai

L’apertura ufficiale della kermesse, come da programma, sarà affidata alla cerimonia in diretta su Rai 1 dalle 19:30 dell’11 giugno, cui farà seguito il calcio d’inizio del match inaugurale tra Messico e Sudafrica. Un avvio carico di simbolismo, quello dell’Azteca di Città del Messico, che riporterà idealmente alla mente il pareggio per 1-1 del Mondiale 2010, quando le due nazionali si affrontarono a Johannesburg dando il via all’edizione sudafricana.

A livello di programmazione televisiva, l’evento si preannuncia come uno degli appuntamenti clou della serata, con la rete ammiraglia pubblica pronta a sfruttare l’appeal di una competizione che, per la prima volta a 48 squadre, promette di rivoluzionare la geografia del calcio mondiale. Lo stesso vale per gli ascolti: ci si aspetta una platea enorme, forse la più ampia di sempre, per una manifestazione che si snoderà attraverso tre fusi orari e un numero impressionante di stadi.

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