Dragon Age, The Veilguard, tra innovazione e polemiche
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il lancio di Dragon Age: The Veilguard, atteso con trepidazione dai fan della serie, ha rappresentato un momento cruciale per BioWare, la celebre software house canadese. Dopo il controverso Mass Effect Andromeda e il disastroso Anthem, le aspettative erano altissime. Il gioco, che segna il ritorno del franchise dopo un decennio di assenza, ha introdotto diverse novità nel panorama degli RPG, evolvendo il concetto stesso di videogioco di ruolo.
Il protagonista, Rook, accompagnato da sette comprimari, tutti corteggiabili, si muove in un mondo ricco di dettagli e sfumature. Tuttavia, nonostante le oltre 60 ore di gioco offerte, le critiche non sono mancate. Thomas Mahler, autore di Ori e No Rest for the Wicked, ha espresso duri giudizi sugli sceneggiatori di The Veilguard, definendoli dilettanti e invitandoli a cambiare mestiere. Secondo Mahler, la qualità del loro lavoro è "sterilizzata" e "disumanizzata", un'accusa che ha alimentato ulteriormente le polemiche già presenti al momento del lancio.
Le critiche di Mahler si inseriscono in un contesto di dibattito acceso, dove alcuni giocatori hanno apprezzato le nuove direzioni prese dal gioco, mentre altri hanno trovato certi contenuti troppo inclusivi. Nonostante ciò, BioWare ha cercato di rispondere alle critiche con la prima patch del gioco, che non solo risolve vari bug riscontrati su PC e console, ma introduce anche un'armatura a tema Mass Effect, in occasione dell'N7 Day. Questo aggiornamento, completamente gratuito, rappresenta un omaggio ai fan della serie sci-fi di BioWare.
Dragon Age: The Veilguard si presenta come un titolo che, pur innovando e arricchendo il genere degli RPG, non è esente da critiche e controversie.




