Non c'è solo la Dacia Striker: 4 modelli che anticipano il Suv-Station Wagon
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Redazione Economia
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L'automobile, si sa, è un universo in continua evoluzione, e negli ultimi decenni ha messo al centro le esigenze di spazio e stile degli automobilisti. Per rispondere al dominio dei SUV su strade e mercati, è nata una categoria che fonde le qualità distintive dei veicoli a ruote alte con la praticità delle familiari: i SUV-Station Wagon. Una soluzione, questa, che si pone a metà strada tra tradizione e innovazione e che affascina chi cerca una vettura versatile, senza per questo rinunciare a una guidabilità piacevole.
Lo dimostra la nuova Dacia Striker, che però, come vedremo, non è l'unico modello da segnare sul taccuino.
Dacia Striker, il crossover che fa centro
Partiamo proprio dalla novità di casa Dacia. La Striker, presentata ufficialmente da poco, si presenta come un crossover innovativo che il marchio romeno definisce come il meglio di tre mondi: la robustezza e la posizione di guida rialzata di un SUV, la versatilità e la praticità di una station wagon, e l'efficienza aerodinamica di una berlina. Un concept che mira a conquistare sia i clienti privati sia quelli professionali, andando a posizionarsi nel segmento C con una lunghezza di 4,62 metri e un prezzo d'ingresso annunciato al di sotto dei 25.000 euro.
La Striker, dunque, non è l'ennesimo SUV compatto, ma un'alternativa trasversale pensata per chi cerca un'auto spaziosa e funzionale senza per questo voler rinunciare a una linea slanciata e a un'efficienza fuori dal comune, come dimostra il suo coefficiente aerodinamico di appena 0,29.
Una nuova interpretazione del crossover
Il nome "Striker", che richiama l'idea di "centrare il bersaglio", è già di per sé un programma. Il design, curato nei minimi dettagli, si articola attorno a una linea di spalla tesa che divide idealmente la carrozzeria in due parti: una superiore, fluida e aerodinamica, che richiama l'eleganza delle berline, e una inferiore, più robusta e verticale, che ne esalta le doti da fuoristrada. Una duplice anima che si riflette anche negli allestimenti, con una versione Extreme pensata per un uso più avventuroso e una Journey orientata al comfort dei lunghi viaggi in famiglia.
Sotto il cofano, poi, non c'è che l'imbarazzo della scelta con una gamma di motorizzazioni completamente elettrificate: si parte dal mild hybrid-G 140, che può funzionare anche a GPL, si passa all'Hybrid 155, fino ad arrivare alla versione top di gamma Hybrid 150 4x4, che abbina il motore termico anteriore a un propulsore elettrico sull'asse posteriore.
Station wagon rialzate: un mercato in fermento
Ma la Dacia Striker non è sola in questo nuovo segmento. Da tempo, diversi costruttori hanno iniziato a esplorare il territorio delle station wagon rialzate, creando modelli che, pur con filosofie diverse, rispondono alla stessa esigenza di fondo. Un esempio su tutti è la Subaru Outback, vera antesignana della categoria, che da anni propone una familiare dalle linee massicce e una trazione integrale che la rendono un'auto dal carattere marcatamente avventuroso.
Più recente, invece, è l'arrivo di modelli come la Peugeot 408, che pur non essendo una station wagon nel senso stretto del termine, ne riprende la silhouette allungata e la abbina a un'altezza da terra importante e a un design da crossover decisamente accattivante. E come dimenticare poi la Renault Espace, che nell'ultima generazione ha abbandonato le forme da monovolume per trasformarsi in un SUV dalle linee slanciate, con un abitacolo estremamente spazioso e modulabile.
Infine, nel segmento delle auto elettriche, la MG 5 si distingue come una delle poche station wagon a batteria sul mercato, offrendo un bagagliaio generoso e prestazioni interessanti a un prezzo competitivo.
Il futuro è già qui
La Dacia Striker, con la sua formula che mixa categorie diverse, rappresenta l'ultima evoluzione di una tendenza che sembra destinata a crescere. L'obiettivo della casa è chiaro: portare entro il 2030 la quota del segmento C dal 20 al 33% delle vendite totali. Il successo della Striker, in ogni caso, dipenderà dalla capacità di convincere gli automobilisti che si può avere tutto da un'auto: spazio, stile, efficienza e un prezzo accessibile. Un'impresa ambiziosa, ma che i modelli che abbiamo visto dimostrano essere non solo possibile, ma già in atto.
E se la concorrenza, come ha dichiarato il direttore del design Dacia David Durand, non sembra ancora aver capito appieno il potenziale di questa nicchia, il marchio romeno è pronto a giocare le sue carte in un campo che potrebbe rivelarsi una delle prossime frontiere dell'automotive.




