Alluvione a Valencia, decine di dispersi e morti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ad Alfafar, nella zona sud dell'area metropolitana di Valencia, la giovane Juliana piange disperata. Le telecamere riprendono impietosamente le sue lacrime e l'angoscia che la pervade. La baby sitter si è salvata perché abita al terzo piano di una palazzina di recente costruzione, ma ha assistito all'orrore dalle finestre, impotente. Invita i soccorritori a fare più in fretta possibile, poiché solo tra i suoi vicini non ha notizie di una ventina di persone.
L'alluvione che ha colpito Valencia ha riportato alla memoria il disastro del 1957. La Dana, fenomeno meteorologico estremo, ha potuto colpire con tale violenza anche a causa dell'azione dell'uomo: la deviazione del fiume Turia e i lavori mai completati hanno aggravato la situazione. Le responsabilità politiche si rimpallano tra Generalitat e governo centrale, mentre la conta dei morti aumenta.
Antonio Tarazona, la moglie Lourdes e la figlia di pochi mesi, Angeline, sono stati travolti dalla piena del fiume mentre erano in auto a Paiporta, in provincia di Valencia. La loro vettura è stata sommersa dall'acqua, lasciando poche speranze di salvezza. Sei anziani sono annegati in una casa di riposo: le loro urla disperate non hanno potuto essere ascoltate, l'acqua ha invaso rapidamente l'edificio, rendendo impossibile ogni tentativo di soccorso.
Per le strade di Valencia, il paesaggio è desolante: un tappeto di fango copre ogni cosa, un agricoltore con una ruspa cerca di liberare una strada secondaria dalla melma, mentre la ferrovia è impraticabile, ricoperta di detriti e relitti di automobili




