Borse europee in cauto rialzo, il petrolio scende mentre gli occhi sono puntati sul nuovo accordo tra Usa e Iran
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Redazione Economia
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Non c’è, bisogna dirlo, una direzione univoca come ci si sarebbe potuti aspettare nelle prime ore di contrattazione: le Borse del Vecchio Continente procedono a corrente alternata, scegliendo la strada della prudenza nonostante un avvio generalmente positivo.
A sostenere gli indici, seppur in modo non uniforme, è un duplice fattore che tiene gli investitori con il fiato sospeso – da un lato la consueta raffica di trimestrali che scandisce il passo della stagione degli utili, dall’altro l’evoluzione, mai realmente scontata, della crisi in Medio Oriente. ilgazzettino +3
L’effetto Hormuz: così la tregua frena il greggio
Il segnale più chiaro, in questa fase, arriva dal mercato delle materie prime energetiche e, in particolare, dal greggio. I future sul Brent, con scadenza fissata a luglio, hanno accusato un cedimento del 2,88% scendendo fino a 98,35 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha lasciato sul campo il 2,58% portandosi a 92,61 dollari.
Si tratta, come spesso accade in questi casi, di una reazione fisiologica alle voci di corridoio: nelle ultime ore si è diffuso un cauto ottimismo riguardo a un possibile accordo quadro tra Stati Uniti e Iran, un’intesa che – se dovesse concretizzarsi – punterebbe a riavviare i negoziati formali e, obiettivo ancora più concreto per le catene di approvvigionamento, a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
È proprio il rischio di blocco di quel passaggio strategico, lo si ricorda, ad aver impresso un'accelerazione vertiginosa ai prezzi nelle ultime settimane, e ora che i colloqui sembrano entrare in una fase decisiva – potrebbero partire già dalla prossima settimana a Islamabad – il mercato inizia timidamente a scontare un allentamento delle tensioni. quifinanza +3
Milano sotto la lente: il tonfo di Campari e i conti delle big
Se il quadro macro suggerisce un moderato ottimismo, le storie aziendali raccontano però anche di dolorose eccezioni. A Piazza Affari, la società di alcolici Campari ha registrato un vero e proprio tonfo, finendo nella parte più bassa del listino Ftse Mib con una flessione che in alcuni momenti ha sfiorato la doppia cifra.
A pesare sul titolo è stata la pubblicazione dei conti relativi al primo trimestre, che hanno evidenziato un giro d'affari in calo del 3,4% attestandosi a 643 milioni di euro.
Una flessione che il mercato non ha gradito, nonostante una crescita organica del 2,9% che escluderebbe gli effetti negativi del perimetro di vendita (dovuti in particolare alla cessione del marchio Cinzano) e il martellante impatto del cambio valutario, soprattutto per quanto riguarda il dollaro.
La guerra stessa, va detto, ha lasciato il segno nei conti: il canale travel retail, quello legato ai viaggiatori, ha subito un crollo del 13,5% a causa delle incertezze geopolitiche che stanno ridisegnando le rotte del turismo e della logistica.
Va meglio, invece, per il colosso energetico Shell: gli utili del primo trimestre hanno superato le attese degli analisti, trainati come ampiamente prevedibile dal rally dei prezzi del greggio e del gas. borse +3
La giornata delle trimestrali tra attese e prime reazioni
Le dichiarazioni del presidente americano Trump, il quale ha lasciato intendere che ci siano "ottime possibilità" di porre fine alle ostilità senza però escludere un ritorno a scenari più duri (come quello dei "bombardamenti a tappeto" in caso di fallimento della diplomazia), tengono ancora alta la tensione.
In questo clima ibrido – fatto di speranza contenuta e realismo bellico – gli investitori guardano con attenzione a quanto sta accadendo sugli altri fronti economici.
La giornata del 7 maggio si prospetta particolarmente affollata per quanto riguarda le comunicazioni societarie in Italia: sono attese le pubblicazioni dei risultati di Monte dei Paschi di Siena, Nexi, Iveco, Bper, Terna, Enel, Poste Italiane e Fineco.
Saranno questi dati, insieme ai prossimi aggiornamenti provenienti da Islamabad, a determinare se l’attuale cautela lascerà spazio a un consolidamento del rialzo o se prevarrà invece la voglia di realizzare profitti in attesa di sviluppi più certi. repubblica +3




