Maria Rosaria Boccia indagata per lesioni e minacce
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Redazione Interno
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Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, è al centro di un'indagine per lesioni personali e minacce a corpo politico dello Stato. La vicenda ha avuto inizio con un esposto dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano, che ha portato a una perquisizione domiciliare. I carabinieri hanno sequestrato tre telefoni, un tablet, un computer fisso, un portatile, nove pendrive e numerose microsim, per un totale di oltre 600 giga di memoria. Nonostante ciò, Boccia ha già acquistato altri due cellulari ed è di nuovo operativa.
L'indagine ha rivelato una relazione "dallo sviluppo patologico" tra Boccia e Sangiuliano, caratterizzata da minacce e manipolazioni. Boccia avrebbe manipolato foto per far credere di frequentare spesso il Ministero della Cultura, e avrebbe fatto pressioni sull'ex ministro e sua moglie con chiamate e messaggi. Tra le prove raccolte, ci sono anche foto fake e telefonate alla moglie di Sangiuliano e all'amica Melania Rizzoli.
L'obiettivo di Boccia sembrava essere quello di ottenere una posizione all'interno dello staff del ministro e ritagliarsi un ruolo di rilievo. Tuttavia, le sue azioni hanno portato a un'indagine che ha svelato un quadro inquietante di minacce e manipolazioni. La Procura di Roma contesta a Boccia il reato di minaccia ad appartenente a Corpo politico, oltre a quello di lesioni aggravate.
La vicenda ha suscitato grande interesse, soprattutto per il coinvolgimento di un ex ministro e per le modalità con cui Boccia ha cercato di raggiungere i suoi obiettivi. Le indagini sono ancora in corso, e ulteriori dettagli potrebbero emergere nei prossimi giorni.




