Oscar 2026, I peccatori di Coogler domina le nomination con un record storico
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 98ª edizione degli Academy Awards si apre all'insegna di un primato assoluto, consegnando al film "I peccatori" di Ryan Coogler, con Michael B. Jordan, un totale di sedici nomination. Un traguardo che, superando il precedente tetto di quattordici candidature, scrive una nuova pagina nella storia del premio e che colloca l'opera al vertice incontrastato di questa tornata. A seguire, sebbene a una distanza significativa, si piazza "Una battaglia dopo l'altra" di Paul Thomas Anderson, con Leonardo DiCaprio e Sean Penn, che si è assicurato tredici designazioni. Il panorama delle candidature principali, d'altronde, non riserva sorprese eclatanti, confermando i sei titoli da tempo indicati come favoriti per la corsa al miglior film: oltre ai due già citati, troviamo infatti "Marty Supreme" di Josh Safdie, "Frankenstein" di Guillermo del Toro e "Sentimental Value" di Joachim Trier, questi ultimi tre a pari merito con nove nomination ciascuno, e infine "Hamnet", che ne totalizza otto.
Il peso crescente del cinema globale e una nuova categoria
L'edizione del 2026 si distingue anche per l'introduzione di una nuova categoria competitiva, quella per il miglior casting, segnando la prima aggiunta significativa al palmarès degli Oscar da diversi anni a questa parte. Una novità che, insieme all'aumento ponderale del cinema internazionale nelle varie sezioni di voto, delinea un'evoluzione strutturale dell'Academy verso un orizzonte più ampio e rappresentativo. Questi elementi, considerati nel loro insieme, suggeriscono una transizione non solo nei contenuti proposti, ma anche nelle stesse modalità con cui l'industria hollywoodiana sceglie di riconoscere il valore del proprio lavoro, ampliando lo sguardo verso le dinamiche produttive che precedono e accompagnano la realizzazione di un film.
Il duello per la miglior interpretazione maschile
Tra le competizioni più attese, quella per il miglior attore protagonista sta assumendo i contorni di un confronto generazionale, che vede Timothée Chalamet, candidato per "Marty Supreme", opposto a Leonardo DiCaprio, in lizza per "Una battaglia dopo l'altra". La stagione dei premi antecedenti agli Oscar, durante la quale Chalamet si è aggiudicato sia il Golden Globe che il Critics Choice Award, ha contribuito a costruire una narrativa precisa attorno a questa sfida, dipingendo DiCaprio come il veterano da scalzare. Va peraltro notato come, con questa terza nomination in carriera, Chalamet sia diventato, a trent'anni, l'interprete più giovane ad aver raggiunto un simile traguardo.
I numeri di un'annata eccezionale
I dati complessivi delle nomination offrono lo spaccato di un'annata particolarmente ricca, dove pellicole di genere e provenienza diversa si sono ritagliate uno spazio di rilievo. Il successo di "Sentimental Value", che ha superato le previsioni della vigilia eguagliando il numero di candidature di opere molto più attese, ne è un esempio lampante. Mentre la macchina organizzativa si mette in moto per la cerimonia di premiazione, questi numeri rappresentano il punto d'arrivo di una campagna oscar e, al tempo stesso, il punto di partenza per le ultime e decisive settimane di campagna elettorale, dove ogni studio cercherà di consolidare il proprio consenso tra i membri dell'Academy.




