Proteste studentesche alla Columbia University: un'eco del 1968
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Redazione Esteri
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Le proteste studentesche alla Columbia University di New York hanno raggiunto un punto di svolta. Circa 200 manifestanti, dopo giorni di proteste, hanno occupato un'ala dell'edificio universitario, barricandosi all'interno e tenendo in ostaggio alcuni dipendenti prima di rilasciarli.
L'occupazione
L'occupazione è avvenuta dopo che era stato ordinato loro di sgomberare entro questa mattina l'accampamento esterno. Decine di altri manifestanti si sono radunati all'esterno, formando una catena umana per bloccare le porte e cantando canzoni inneggianti alla Palestina.
Il movimento studentesco
Questo movimento studentesco è considerato il più significativo dai tempi della Guerra del Vietnam, secondo il Guardian. Le proteste, iniziate mesi fa nelle università americane, e in particolare alla Columbia University, hanno in questi giorni subito un'accelerazione incredibile.
La notte tra lunedì e martedì
Nella notte tra lunedì e martedì, i manifestanti sono arrivati a occupare la Hamilton Hall, che nel 1968 era stato il primo edificio a vedere le barricate studentesche. All’epoca contro la guerra americana in Vietnam, oggi contro quella di Israele nella Striscia di Gaza. I ragazzi, a volto coperto, hanno bloccato le porte con pezzi di mobilio, sedie e transenne.
Riflessioni
Queste proteste rappresentano un momento di grande tensione e di cambiamento. La Columbia University, le leader delle proteste pro-Gaza e la repressione stanno vivendo un periodo di grande fermento. Il futuro è incerto, ma una cosa è certa: gli studenti sono determinati a far sentire la loro voce.




