La morte di Fabio Calabrò a Calanna, annullati tutti gli eventi fino a Ferragosto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scossa elettrica che ha ucciso Antonino Fabio Calabrò, elettricista di 40 anni, ha spento non solo una vita ma anche la voglia di festeggiare a Calanna, il piccolo comune del Reggino dove il dramma si è consumato. Il sindaco Domenico Romeo ha annunciato l'annullamento di tutti gli eventi previsti fino a Ferragosto, una decisione che arriva al termine di una giornata di dolore e che segue il sentimento di sgomento che ha paralizzato l'intera comunità, sebbene le indagini, coordinate dalla Procura di Reggio Calabria, siano appena all'inizio.

La dinamica dell'incidente sul lavoro

Calabrò, originario di Rosalì, frazione a nord di Reggio Calabria, stava lavorando insieme ad altri colleghi per conto di un'impresa privata. Il suo compito, in quelle che dovevano essere ore di ordinaria operosità, era il collegamento delle luminarie alla rete elettrica in vista della festa della Madonna dell'Annunziata. Un'attività che conosceva bene, visti gli anni di esperienza nel settore, ma che quel giorno si è trasformata in una trappola mortale.

Secondo le prime sommarie informazioni, mentre era intento a maneggiare i cavi, è stato raggiunto da una scarica di corrente di tale violenza da non lasciargli scampo. I colleghi, presenti sul posto, hanno subito allertato i soccorsi, ma l'arrivo del personale del 118 e i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani: per il quarantenne non c'era più nulla da fare.

L'autopsia e le indagini della Procura

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giuseppe Borrelli, ha già disposto l'autopsia sul corpo di Calabrò. L'esame autoptico, che verrà eseguito nelle prossime ore, rappresenta il primo tassello di un'indagine che dovrà chiarire con esattezza la dinamica dei fatti e, soprattutto, l'eventuale sussistenza di responsabilità in capo a terzi.

I carabinieri della compagnia di Reggio Calabria, intervenuti sul luogo della tragedia, hanno avviato gli accertamenti del caso, raccogliendo le testimonianze dei colleghi che hanno assistito alla scena e acquisendo tutti gli elementi utili a ricostruire la sequenza degli eventi. Gli inquirenti stanno verificando le condizioni di sicurezza del cantiere, il rispetto delle norme che regolano il lavoro su impianti elettrici e se tutte le misure di prevenzione fossero state correttamente adottate.

L'obiettivo è comprendere se si sia trattato di un tragico incidente dovuto a un caso fortuito o se, invece, vi siano state negligenze o omissioni che hanno contribuito alla morte del lavoratore.

Il cordoglio e l'annullamento delle celebrazioni

La notizia della morte di Calabrò ha scosso profondamente Calanna, dove la festa patronale rappresentava non solo un momento di fede ma anche un'importante occasione di aggregazione. Il sindaco Domenico Romeo, nell'esprimere la vicinanza dell'amministrazione comunale alla famiglia della vittima, ha comunicato la decisione di sospendere tutte le manifestazioni programmate fino al 15 agosto, comprese quelle legate alla ricorrenza religiosa.

Un gesto che il primo cittadino ha definito come il riflesso del "sentire comune" di tutti i comitati festa che operano sul territorio, i quali hanno accolto con favore la proposta di cancellare gli eventi in segno di rispetto per il dolore della famiglia. "L'amministrazione comunale, sposando quello che è il sentire comune di tutti i comitati festa che lavorano sul territorio, rappresenta vicinanza alla famiglia", ha dichiarato Romeo, sottolineando come in un momento di lutto così profondo ogni forma di festa sarebbe risultata fuori luogo.

Il paese, che si apprestava a vivere giorni di allegria e tradizione, si è così coperto di un silenzio che parla più di mille parole, mentre la salma del giovane elettricista attende di essere restituita ai familiari per l'ultimo saluto.

La sicurezza sul lavoro torna al centro del dibattito

L'ennesima tragedia che si consuma in un cantiere italiano riporta inevitabilmente l'attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, una piaga che continua a mietere vittime nonostante gli appelli e le normative. Fabio Calabrò, un uomo di 40 anni con una vita davanti e una famiglia che oggi piange la sua perdita, diventa l'emblema di una battaglia che sembra ancora lontana dall'essere vinta.

Le indagini in corso, con l'autopsia e le verifiche dei carabinieri, dovranno fare piena luce su quanto accaduto a Calanna, perché solo attraverso la conoscenza della verità e l'eventuale individuazione di colpevoli si potrà cercare di porre un argine a questi drammi.

La Procura di Reggio Calabria, come già fatto in altre occasioni analoghe, si muove con la massima determinazione per accertare ogni responsabilità, mentre la comunità di Calanna e l'intera provincia si stringono attorno al dolore dei cari di Antonino Fabio Calabrò, il cui nome si aggiunge a una lista purtroppo troppo lunga di vittime del lavoro.

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