Bruce Willis non parla più, la malattia avanza: la famiglia resta al suo fianco
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Redazione Salute
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La battaglia di Bruce Willis contro la demenza frontotemporale, una patologia neurodegenerativa che lo ha progressivamente privato delle sue capacità cognitive e motorie, sembra aver raggiunto una fase ancora più critica. Secondo quanto riportato da People, l’attore, che da tempo aveva abbandonato le scene a causa dell’afasia – poi evoluta in una diagnosi più grave –, non sarebbe più in grado di camminare, leggere o articolare parole. Le sue figlie, Rumer, Tallulah e Scout LaRue Willis, pur mantenendo un riserbo quasi assoluto, hanno lasciato trapelare qualche indiretto accenno alla situazione attraverso i social, confermando un quadro che, purtroppo, non lascia spazio a facili ottimismi.
La demenza frontotemporale, che colpisce principalmente individui sotto i 65 anni, comporta un deterioramento progressivo delle aree cerebrali legate al linguaggio, al comportamento e al movimento. Per Willis, che ha compiuto 70 anni il 19 marzo scorso, il declino è stato inesorabile: dalle prime difficoltà nell’esprimersi, emerse già nel 2022, si è passati a una perdita pressoché totale delle funzioni verbali e motorie. La famiglia, che da sempre lo ha circondato di affetto senza clamori, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma i pochi messaggi condivisi dalle figlie lasciano intendere una vicinanza totale, fatta di silenzi e piccoli gesti.
Intanto, i fan – molti dei quali cresciuti con i suoi film iconici, da Die Hard a Pulp Fiction – continuano a manifestare sostegno, pur nella consapevolezza che non esista, al momento, una cura risolutiva. La malattia, che colpisce circa 60.000 persone negli Stati Uniti, resta poco conosciuta rispetto ad altre forme di demenza, come l’Alzheimer, e la ricerca procede a rilento. Quel che è certo è che Willis, oggi, vive una condizione che va ben oltre la perdita della memoria: è l’identità stessa a sgretolarsi, frammento dopo frammento.




