Nvidia, carenza di gpu e l’annuncio di Huang: “scorte limitate per mesi, prezzi destinati a salire”
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il mercato delle schede video, e con esso l’intero settore del gaming su pc, si trova ad affrontare una tempesta perfetta che non accenna a placarsi. Le dichiarazioni rilasciate da Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, nel corso dell’ultima conference call con gli investitori hanno di fatto certificato ciò che gli addetti ai lavori sospettavano da tempo: la disponibilità di gpu dedicate all’utenza consumer, e in particolare le tanto attese RTX Serie 50, resterà ai minimi storici per diversi trimestri. L’azienda di Santa Clara, che ha appena chiuso un quarto fiscale da record spinto prevalentemente dal settore data center, ha dovuto però registrare un calo sequenziale del 13% nei ricavi del comparto gaming, un segnale inequivocabile di quanto la morsa delle forniture stia stringendo anche i giganti del settore -3.
Il nodo della questione, come emerso anche dal teardown di una Galax RTX 5060 Black OC V2 che ha rivelato i primi chip Micron GDDR7 su una scheda della serie Blackwell, risiede nella cosiddetta "crisi delle memorie" -4. Non si tratta, infatti, di una mera incapacità produttiva dei chip grafici veri e propri — quelli che Nvidia continua a far fabbricare a Taiwan — ma di un collo di bottiglia generato a monte: i produttori di DRAM, come Samsung, SK Hynix e la stessa Micron, stanno dirottando la stragrande maggioranza della loro capacità produttiva verso gli HBM (High Bandwidth Memory), le memorie ad altissima velocità richieste dalle gpu per l'intelligenza artificiale, un mercato che garantisce margini di guadagno molto più elevati e volumi d'acquisto assicurati dai hyperscaler -1-9.
Questa scelta, dettata da una logica di mercato in cui Nvidia stessa gioca un ruolo dominante, si ripercuote inevitabilmente sulla produzione di memorie GDDR7, quelle necessarie per le nuove schede video destinate ai giocatori. La richiesta da parte dei data center, insaziabile e in continua crescita, sta quindi sottraendo risorse preziose alla componentistica consumer. E se da un lato l'integrazione di Micron come terzo fornitore di memorie — dopo Samsung e SK Hynix — potrebbe far pensare a un allentamento della morsa, la realtà è ben diversa: ampliare il parco fornitori serve a garantire una minima continuità produttiva, ma non aumenta la capacità produttiva complessiva del settore DRAM, già satura -4-10. La conseguenza diretta, come ha avvertito il CFO Colette Kress, è che l'offerta di schede video per il gaming rimarrà "molto stretta" nell'immediato futuro, con una visibilità scarsa persino sulla seconda metà dell'anno fiscale -1-5.
La strategia industriale e l’impatto sui prezzi delle schede video
La situazione, per quanto complessa, è il risultato di una precisa strategia industriale che Nvidia non ha mai nascosto. I numeri parlano chiaro: il segmento data center, con i suoi 62,3 miliardi di dollari di ricavi nell'ultimo trimestre, rappresenta ormai oltre il 90% del fatturato totale, lasciando alle briciole il comparto gaming, fermo a 3,7 miliardi -3-6. In un contesto del genere, e con una domanda di chip per l'IA che sembra inesauribile, la priorità nella allocazione delle forniture di memorie e della capacità produttiva in wafer presso TSMC non può che andare alle soluzioni più redditizie. Il risultato è che le gpu per il gaming, pur continuando a essere progettate e annunciate, si trovano a competere per risorse scarse in un mercato in cui non sono più le protagoniste indiscusse.
Questa distorsione sta già generando effetti tangibili sui prezzi al dettaglio. Le analisi condotte da siti specializzati come Jon Peddie Research indicano che nel corso del 2025 Nvidia ha spedito volumi record di schede video, ma la domanda non accenna a diminuire, anzi: l'arrivo delle nuove RTX 50 ha ulteriormente infiammato un mercato già in ebollizione -3. Di conseguenza, i listini stanno subendo impennate vertiginose: si parla di un aumento del 35% per un modello come la RTX 5080 e di un balzo del 79% per la regina delle prestazioni, la RTX 5090, con i rivenditori che approfittano della scarsità per alzare ulteriormente i prezzi rispetto al già caro MSRP (prezzo suggerito dal produttore) -3.
L’incertezza sulle tempistiche e il mercato parallelo
La mancanza di visibilità sulle forniture future, più di ogni altro dato, sta alimentando un clima di incertezza che paralizza il mercato. Lo stesso Huang, durante l'incontro con gli analisti, è stato piuttosto vago quando gli è stato chiesto un possibile miglioramento per la seconda metà dell'anno, limitandosi a dichiarare che è troppo presto per dirlo -5. Questa imprevedibilità costringe i partner e gli assemblatori a giocare d'anticipo, accumulando scorte quando possibile e alimentando, di riflesso, un mercato parallelo in cui le quotazioni delle gpu più performanti raggiungono cifre folli, ben lontane da quelle che si potrebbero definire "di listino".
Non si tratta, quindi, di una semplice fluttuazione ciclica, ma di un riassetto strutturale del mercato. La priorità assoluta data all'intelligenza artificiale, motore principale della crescita e della capitalizzazione di Nvidia, sta ridefinendo le priorità produttive su scala globale. I produttori di memorie, dal canto loro, non hanno alcun incentivo a reinvestire in linee di produzione per GDDR7 quando gli HBM garantiscono contratti pluriennali e margini ben superiori. L'ingresso di Micron nel novero dei fornitori, lungi dall'essere una soluzione, è solo una toppa che conferma la fragilità di un sistema in cui il gaming, da sempre traino e vetrina tecnologica per il settore, è ora costretto a passare in secondo piano, con i giocatori costretti a subire listini in salita e scaffali vuoti -4-7.




