Giancarlo Devasini, l’ex chirurgo plastico che ha scalzato Ferrero con le criptovalute

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il vertice della ricchezza in Italia, una classifica che nelle ultime settimane ha subito scossoni continui e ribaltoni improvvisi, vede oggi un nuovo nome in cima, un nome che fino a pochi anni fa era del tutto sconosciuto al grande pubblico. Giancarlo Devasini, torinese, ex chirurgo plastico, è secondo l’ultimo aggiornamento di Forbes l’uomo più ricco del Paese, con un patrimonio stimato in 89,3 miliardi di dollari, una cifra che lo proietta direttamente al ventiduesimo posto nella graduatoria mondiale dei miliardari, non lontano dai grandi nomi della finanza e della tecnologia globale. La sua ascesa, fulminea e per certi versi inaspettata, non affonda le radici nelle tradizionali dinastie industriali italiane né nei distretti del lusso o della moda, ma nel mondo volatile e spesso opaco delle criptovalute, dove Devasini ricopre il ruolo di presidente e principale azionista di Tether, la società che emette la stablecoin più utilizzata al mondo, l’USDT.

Il sorpasso ai danni di Giovanni Ferrero, il "re" della Nutella rimasto saldamente in vetta per anni, è stato il risultato di una rivalutazione improvvisa del valore di Tether sui mercati secondari, un meccanismo che ha gonfiato il valore delle quote possedute dai suoi dirigenti come un pallone aerostatico. Se solo poche settimane fa era Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, a insidiare il primato di Ferrero per poi essere a sua volta risorpassato, l’ingresso prepotente di Devasini e del suo socio Paolo Ardoino – quarto in classifica con 38 miliardi – ha ridisegnato completamente la geografia dei patrimoni italiani. La holding di Devasini, nata nel 2014, capitalizza oggi qualcosa come 200 miliardi di dollari secondo le stime più prudenti, una crescita esponenziale se si considera che appena un anno fa il suo valore era fermo a circa 50 miliardi. Un balzo in avanti che ha permesso al sessantunenne piemontese di accumulare una fortuna che quasi doppia quella di Ferrero, fermo a 48,8 miliardi di dollari, e che lo colloca in una dimensione economica del tutto nuova per l’imprenditoria del nostro Paese.

Dietro questa scalata si cela una biografia singolare, lontana dai percorsi formativi delle business school. Devasini, nato a Torino nel 1964, si laurea in Medicina all’Università di Milano e per un paio d’anni esercita la professione di chirurgo plastico, operando in sala operatoria. Poi, la svolta: abbandona il bisturi per dedicarsi all’informatica, avviando attività nel commercio di componenti hardware, un periodo della sua vita che lo vede persino coinvolto in una controversia legale con Microsoft per presunta pirateria informatica, risolta con il pagamento di una multa. L’approdo nel mondo delle criptovalute avviene nel 2012, quando entra in Bitfinex, per poi fondare Tether due anni dopo insieme ad Ardoino. La sua esistenza, nonostante la ricchezza, è rimasta a lungo quella di un uomo riservatissimo, che viveva in un appartamento anonimo a Lugano, gestiva gli affari da un ufficio sopra un bar e usciva raramente di giorno, spesso con una felpa col cappuccio a coprirgli il volto. Un basso profilo che stride con il gigantismo della sua creatura finanziaria.

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