La preside che va a casa per riportare i ragazzi in classe: la storia di Caivano diventa una serie tv con Luisa Ranieri

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è una scuola, nell’estremo hinterland di Napoli, dove la parola "frontiera" assume un significato tanto concreto da poter essere toccato con mano, una barriera quotidiana fatta di degrado urbano e di un’offerta criminale che aggredisce l’esistenza dei più giovani. È in questo contesto, dove la dispersione scolastica rischia di essere l’anticamera di percorsi ben più pericolosi, che si è svolta un’opera di resistenza silenziosa e ostinata. Una dirigente scolastica, infatti, ha deciso di non arrendersi all’assenteismo e, spingendosi oltre i cancelli dell’istituto, ha iniziato a bussare alle porte delle case per recuperare personalmente gli studenti che avevano abbandonato le lezioni. Un’azione, la sua, che parte dalla convinzione incrollabile nel valore della scuola come “tempio” da preservare e come ultimo, fondamentale argine contro la marginalità.

Dalla cronaca allo schermo: la fiction prodotta da Zingaretti

Quella vicenda, diventata emblematica di un possibile riscatto, viene ora riproposta al grande pubblico attraverso il linguaggio della fiction. Andrà in onda, infatti, dal 12 gennaio su Rai 1 e su RaiPlay “La Preside”, serie televisiva liberamente ispirata alla storia di quella dirigente e prodotta da Bibi Film Tv e Zocotoco su un’idea di Luca Zingaretti, in collaborazione con Rai Fiction. Ad affidarle il volto è l’attrice Luisa Ranieri, chiamata a interpretare il ruolo di una donna determinata e passionale, mentre la regia è stata affidata a Luca Miniero. La serie, presentata in anteprima durante la Festa del Cinema di Roma, trae ispirazione diretta dalla realtà, tanto che la prima puntata si apre proprio con una frase diventata simbolo di quell’impegno: «Non c’è tempo da perdere. Se io perdo un minuto, ho perso un ragazzo».

La colonna sonora come struttura emotiva del racconto

Accanto alla potenza narrativa delle immagini, il progetto si avvale di una componente musicale che non si limita a un semplice accompagnamento. La colonna sonora, affidata al compositore Michele Braga, si propone invece come una vera e propria architettura emotiva della storia, capace di sottolineare e amplificare le tensioni e le speranze che percorrono la trama. Braga, considerato uno degli autori di musica da film più riconoscibili del panorama italiano contemporaneo, porta nella serie il suo approccio autoriale al suono, caratterizzato da una ricerca timbrica che si è già distinta in numerose produzioni cinematografiche di rilievo.

Un impegno che va oltre i confini della scuola

L’operato della preside ispiratrice della fiction va letto, dunque, come una forma di impegno civile che trascende i doveri istituzionali, trasformando l’istituto scolastico in un presidio attivo sul territorio. Un’azione che, andando a cercare gli studenti nelle loro abitazioni per coinvolgerli e farli sentire nuovamente importanti, rappresenta una risposta concreta a dinamiche sociali complesse, dove l’abbandono degli studi è spesso solo il sintomo più visibile di un malessere più profondo. La serie televisiva, nel raccontare questa storia, si concentra proprio su questa lotta quotidiana, evitando facili retoriche e restituendo la fatica e l’umanità di una sfida che è prima di tutto educativa.

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