Il Pisa spreca l’opportunità della salvezza e si condanna, il Grifone di De Rossi affonda la stoccata vincente

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è più margine di errore per il Pisa, e forse neanche più una speranza credibile da accarezzare. La sconfitta maturata in casa contro il Genoa, peraltro rimontando un iniziale vantaggio, consegna i nerazzurri a un destino che pare ormai segnato: la retrocessione in Serie B è diventata una certezza matematica quasi ineluttabile, con il distacco dalle posizioni utili che si fa incolmabile a poche giornate dal termine. La gara della trentatreesima giornata, giocatasi domenica 19 aprile alla Cetilar Arena Garibaldi-Romeo Anconetani, ha messo a nudo i limiti tecnici e caratteriali di una squadra, quella allenata da Oscar Hiljemark, che aveva l’obbligo di vincere per restare attaccata a un filo alla massima categoria.

A passare in vantaggio erano stati proprio i padroni di casa, con il difensore Simone Canestrelli che al 19’ aveva trovato la via del gol sfruttando un assist dell’ala Samuele Angori, realizzando di fatto la sua prima rete personale in questa competizione. Un lampo in un mare di difficoltà, un’illusione durata fino allo scadere del primo tempo. Perché la reazione del Genoa, seppur compassata nel possesso palla, è stata letale negli ultimi metri di gioco. Al 41’ è arrivato il pari firmato da Jeff Ekhator, che ha riaperto i giochi e gettato nello sconforto l’ambiente di casa.

La doccia gelata di Colombo e le mosse disperate di Hiljemark

La ripresa, poi, è stata un monologo rossoblù, orchestrato con pazienza da mister Daniele De Rossi. La rete del definitivo sorpasso porta la firma di Lorenzo Colombo, che al 55’ ha spiazzato il portiere nerazzurro Semper con un diagonale preciso all’angolino, un gol da manuale del cannoniere che non perdona. Il tecnico svedese Hiljemark, nel disperato tentativo di arginare l’emorragia e di gettare le proprie truppe all’assalto, ha operato diversi cambi pescando a piene mani dalla panchina: fuori Calabresi e Akinsanmiro, dentro l’ex Juventus Juan Cuadrado e Isak Vural, mentre poco prima era già entrato Henrik Meister al posto di Loyola. Tuttavia, nonostante la spinta offensiva, la manovra del Pisa è apparsa confusa e prevedibile. Un cross dalla sinistra di Angori per Moreo, intorno al 63’, è terminato tra le braccia del portiere avversario Bijlow senza creare alcun reale pericolo, fotografando l’impotenza offensiva della squadra.

Una classifica senza appello per i nerazzurri

Con questo risultato, il Pisa resta fermo a quota 18 punti in classifica, ultimo solitario e condannato a inseguire un treno che sembra ormai lontanissimo, con un distacco di nove lunghezze dalla quartultima. Il dato è impietoso se si considera che si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto partite disputate, un crollo verticale iniziato settimane fa e culminato con il pesante 3-0 incassato all’Olimpico contro la Roma. Dall’altra parte, il Genoa festeggia tre punti pesantissimi che lo portano a quota 36 in classifica, allontanando ulteriormente lo spettro dei playout e confermando la scelta tecnica di affidare la panchina a De Rossi come azzeccata.

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