Stellantis accelera il ritiro dall'Italia con nuovi incentivi all'esodo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis, il colosso automobilistico che ha inglobato Fiat, sta accelerando il suo ritiro dall'Italia. La strategia dell'azienda, guidata da Carlos Tavares, è diventata chiara: promesse di nuovi modelli e investimenti esponenziali, seguite da un progressivo disimpegno.

Il piano di Stellantis

Dopo un periodo di promesse e cortine fumogene, la realtà del disimpegno di Stellantis è emersa con l'annuncio di un ulteriore accordo di uscite incentivante per ridurre la forza lavoro. Questo accordo, firmato con i sindacati tranne la Fiom Cgil, offre incentivi ai dipendenti che scelgono di lasciare volontariamente l'azienda per andare in pensione o intraprendere nuovi percorsi professionali.

Le conseguenze per l'Italia

Mentre il governo italiano minaccia azioni drastiche ma non agisce per convincere Stellantis a rimanere nel Paese, l'azienda continua a ridurre la sua forza lavoro. Questa mossa rappresenta un altro colpo per l'Italia, che ha visto la Fiat, un tempo fiore all'occhiello dell'industria nazionale, essere progressivamente smantellata.

I costi dell'esodo

Se tutti i lavoratori a cui vengono offerti incentivi per dimettersi accettassero, Stellantis spenderebbe quasi quanto per produrre. Considerando il numero di dipendenti coinvolti e l'importo forfettario offerto, che varia dai 20mila ai 30mila euro, la somma totale raggiungerebbe 650mila euro. Aggiungendo tutti gli altri costi, la cifra salirebbe di un ulteriore miliardo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.