Crisi KTM, Beirer ammette: "C'è qualcosa che non va nei motori". Solo l'Aprilia apre al cambio
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Redazione Sport
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Il campionato MotoGP 2026 si ferma per la pausa estiva, ma nel box della KTM l'aria che tira è tutt'altro che rilassata. La Casa austriaca, reduce da un'avvio di stagione costellato di difficoltà tecniche e ritiri, ha scelto il week-end del Sachsenring per fare chiarezza sulla delicata situazione che sta compromettendo le prestazioni della RC16.
Pit Beirer, il responsabile del reparto corse, ha usato parole inequivocabili ai microfoni di Sky Sport per descrivere la natura del problema: un'anomalia interna ai propulsori che rappresenta un rischio concreto per l'affidabilità e, aspetto ancor più grave, per la sicurezza dei piloti.
Un guasto che blocca la stagione
La crisi tecnica della KTM non è certo un mistero per gli addetti ai lavori, ma l'ammissione pubblica di Beirer ha confermato la gravità della situazione. L'episodio più drammatico risale al Gran Premio di Catalogna, quando Pedro Acosta, mentre era saldamente al comando della gara, ha visto la sua moto spegnersi improvvisamente a velocità sostenuta. Alle sue spalle, Alex Marquez non ha avuto scampo: la sua Ducati è piombata sulla RC16 in panne, innescando una carambola terrificante che poteva avere conseguenze ben peggiori.
Fortunatamente, il pilota spagnolo ne è uscito con una clavicola fratturata e una frattura marginale alla vertebra C7, ma l'incidente ha acceso i riflettori su un problema che si è ripetuto più volte, seppur con esiti meno vistosi.
Beirer ha ammesso che il rischio legato a questi spegnimenti improvvisi è ancora presente in alcune unità, tanto da rendere inutilizzabili determinati motori per ragioni di sicurezza. L'obiettivo dichiarato del direttore sportivo è sfruttare la pausa estiva per mettere mano al problema e trovare una soluzione definitiva. Tuttavia, il regolamento MotoGP impone un vincolo stringente: dall'inizio del 2025, con l'avvicinarsi del cambio di cilindrata previsto per il 2027, i motori della KTM (così come quelli di Ducati e Aprilia) sono stati congelati e sigillati.
Per intervenire sulle componenti interne, la Casa di Mattighofen deve ottenere il consenso unanime di tutti i costruttori riuniti nella MSMA.
L'aiuto della rivale e il veto degli altri
Per risolvere l'impasse, la KTM ha dovuto giocare d'astuzia, chiedendo ai rivali il permesso di aprire i propulsori per ispezionare il difetto. Qui arriva la nota a sorpresa: in un paddock solitamente dominato dalla concorrenza spietata, è stata un'avversaria diretta a tendere la mano. Beirer ha infatti ringraziato pubblicamente Fabiano Sterlacchini e Massimo Rivola, rispettivamente direttore tecnico e amministratore delegato dell'Aprilia, per il loro supporto. La Casa di Noale ha concesso il proprio via libera, un gesto che il responsabile KTM ha sottolineato con enfasi.
Purtroppo per gli austriaci, il buon cuore di Aprilia non è bastato a sbloccare la situazione. Le altre tre case rivali, in base alle informazioni raccolte da Autosport, avrebbero opposto un secco rifiuto alla richiesta di deroga. La ragione di questo blocco è facilmente intuibile: in un campionato così equilibrato, permettere a un competitor di modificare il motore – seppur per un presunto difetto di fabbrica – potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo difficilmente accettabile.
Le Case temono che l'apertura delle "camere stagne" dei motori possa creare un pericoloso precedente, vanificando lo sforzo di contenimento dei costi voluto dalla Dorna e aprendo le porte a future richieste di modifica non strettamente legate alla sicurezza.
Nonostante il clima di tensione, il week-end tedesco ha regalato un piccolo sorriso alla KTM dal punto di vista dei risultati. Tre piloti su quattro hanno tagliato il traguardo nella top 10: Pedro Acosta ha conquistato un ottimo quarto posto, seguito da Enea Bastianini (nono) e Brad Binder (decimo). A guastare la festa ci ha pensato il ritiro di Maverick Vinales, alle prese con problemi di grip che hanno reso la sua gara un vero calvario.




