Il nuovo stop di Vlahovic e l’ombra di Darwin Nunez: la Juve tra rinnovo e mercato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sorriso stretto con cui Luciano Spalletti ha commentato la vittoria contro il Genoa, al netto dei tre punti conquistati allo Stadium, racconta più di qualsiasi bollettino medico la fragilità di un momento che avrebbe potuto essere di svolta. Dusan Vlahovic, l’attaccante che avrebbe dovuto guidare la riscossa bianconera dopo quattro mesi di calvario muscolare, si è fermato prima ancora di ricominciare, costretto da un dolore al polpaccio che lo ha rispedito negli spogliatoi mentre i compagni si scaldivano in campo. È una battuta d’arresto che pesa come un macigno, non solo per le gerarchie offensive della squadra ma anche per il tavolo delle trattative che ne regolerà il futuro: ogni dettaglio, in questo caso una ricaduta che lo terrà lontano dal rettangolo verde per almeno due o tre settimane, rischia di diventare un elemento decisivo nella definizione dell’accordo economico. Il tecnico, ripreso dalle telecamere mentre manifestava tutta la sua preoccupazione, sa bene che un giocatore il cui fisico diventa un’incognita costante rappresenta un azzardo per chiunque voglia costruire una squadra solida, e proprio per questo il rinnovo – già di per sé un rompicapo finanziario – si complica ulteriormente.

Un calvario che non si arresta e il nodo del contratto

L’entusiasmo generato dallo spezzone di gara contro il Sassuolo, quello che aveva finalmente fatto riaffiorare la luce in fondo a un tunnel lungo quattro mesi, si è trasformato in un’illusione offuscata dal dolore al polpaccio accusato durante il riscaldamento. Vlahovic, che avrebbe dovuto giocare titolare contro il Grifone, ha dovuto assistere impotente alla prestazione dei suoi dalla sala medica, aggiungendo un capitolo amaro a quella che ormai è diventata una vera e propria via crucis fisica. La situazione è aggravata dal contesto contrattuale: il serbo è al centro di un braccio di ferro economico con la dirigenza, che sta cercando di ridurre l’impatto dell’ingaggio da 12 milioni annui adeguandolo a parametri più sostenibili, con un possibile taglio che si aggirerebbe tra il 40 e il 50% compensato magari da un bonus alla firma. L’infortunio, in questa fase, indebolisce oggettivamente la posizione dell’attaccante; ogni giorno di stop alimenta i dubbi di una società che, pur riconoscendo il valore tecnico del numero 9, non può ignorare la frequenza con cui quest’ultimo è costretto a fermarsi. Dal canto suo, l’ambiente bianconero trattiene il fiato, sperando che gli esami strumentali non rivelino lesioni più gravi di quanto preventivato, mentre la sfida contro l’Atalanta – già di per sé proibitiva – rischia di trovare la squadra priva del suo terminale offensivo principale.

Problemi a ripetizione e l’assist a Perin

Non è stato un pomeriggio fortunato per i muscoli dei giocatori juventini, perché assieme a Vlahovic anche il portiere Mattia Perin ha dovuto fare i conti con un acciacco al polpaccio. Il numero uno, schierato titolare tra i pali, è stato costretto a lasciare il campo all’intervallo cedendo il posto a Michele Di Gregorio, il quale ha avuto il merito di mantenere inviolata la propria porta neutralizzando un calcio di rigore nel corso della ripresa. La coincidenza dei due infortuni, entrambi localizzati allo stesso gruppo muscolare, solleva interrogativi a cui al momento non è possibile dare risposta; quello che conta è la cartella clinica di Vlahovic, la cui assenza si farà sentire nelle prossime decisive uscite di campionato. Spalletti, che già aveva dovuto reinventare il proprio reparto offensivo durante la precedente assenza del serbo, si ritrova a dover gestire nuovamente l’emergenza, contando su alternative come Openda e David, quest’ultimo già a segno in questo avvio di stagione ma ancora alla ricerca di una continuità che al momento è mancata.

Lo scenario di mercato e il nome di Nunez

Se il rinnovo di Vlahovic subisce un ritardo forzato a causa di queste condizioni fisiche altalenanti, la macchina del mercato non si ferma e anzi accelera sui contatti per profili alternativi. È in questo contesto che spunta prepotentemente il nome di Darwin Nunez, l’attaccante uruguaiano passato all’Al-Hilal la scorsa estate dopo l’esperienza al Liverpool e finito nel mirino della dirigenza bianconera. Secondo quanto riportato da alcune fonti, uno degli agenti del giocatore avrebbe fatto visita al suo assistito durante una seduta di allenamento della nazionale uruguaiana a Torino, un’occasione forse informale ma certamente utile per tastare il polso a una trattativa che era già stata calda lo scorso luglio prima che l’ex Reds scegliesse la destinazione saudita per una cifra vicina ai 53 milioni di euro. Che si tratti di un’idea concreta o di un’eventuale leva di mercato per spingere Vlahovic a trovare un accordo economico, è difficile dirlo; resta il fatto che la Juventus, pur dando priorità a profili come Kolo Muani, sta monitorando diversi attaccanti in giro per l’Europa e Nunez rappresenta un’opzione di spessore qualora l’addio del serbo diventasse una necessità.

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