Maria Rosaria Boccia verso il processo per stalking e minacce a Sangiuliano: umiliazioni e pressioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Maria Rosaria Boccia, imprenditrice e influencer, potrebbe presto affrontare un processo per una serie di reati contestatile dalla Procura di Roma, tra cui stalking, lesioni personali, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata. Le accuse, che coinvolgono tre persone – l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sua moglie Federica Corsini e l’ex capo di gabinetto Francesco Gilioli – dipingono un quadro di vessazioni e condotte oppressive, con 33 episodi di presunto stalking.

Secondo le indagini, concluse dopo dieci mesi dall’esposto presentato da Sangiuliano, la Boccia avrebbe esercitato un controllo ossessivo sulla vita dell’allora ministro, condizionandone persino gli impegni istituzionali. Un viaggio ufficiale in Egitto, previsto per luglio 2024, sarebbe stato rimandato perché l’imprenditrice avrebbe spinto Sangiuliano a partecipare a un evento a Ercolano. Ma le accuse vanno oltre: tra i fatti più gravi, emerge che l’uomo sarebbe stato costretto a compiere atti intimi «con la porta aperta», un’umiliazione riportata nelle carte giudiziarie.

Non solo pressioni psicologiche: la Boccia, con cui Sangiuliano aveva avuto una relazione, avrebbe anche cercato di ottenere un incarico come consulente per i grandi eventi del ministero. Le indagini rivelano inoltre condotte aggressive verso la moglie del ministro e il suo collaboratore, con minacce e diffamazioni. I pm sottolineano come l’ex ministro, in seguito a tali episodi, abbia manifestato «pensieri suicidi», segno del peso di una persecuzione che avrebbe compromesso la sua vita privata e professionale.

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