La Juventus osserva Carnesecchi, ma l’Atalanta chiede almeno quaranta milioni per il suo portiere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il momento che sta attraversando la Juventus, reduce da quattro sconfitte nelle ultime uscite tra campionato e coppe e dal pesante ko interno contro il Como, ha inevitabilmente riacceso i riflettori su alcune fragilità tecniche della rosa. Tra i reparti finiti sotto la lente d’ingrandimento, la porta occupa un posto di primo piano: gli errori di Michele Di Gregorio, dall’autogol provocato in occasione della rete di Federico Gatti nel derby d’Italia fino alla respinta tutt’altro che impeccabile sul tiro di Mërgim Vojvoda che ha aperto le marcature allo Stadium, hanno riacceso il dibattito sull’affidabilità dell’estremo difensore. Luciano Spalletti, nel tentativo di schermare il suo numero uno, ha parlato di responsabilità diffusa, citando il retropassaggio sbagliato di Weston McKennie nell’azione del primo gol del Como, ma i numeri parlano chiaro: tredici volte in questa Serie A la Juventus ha subito rete alla prima conclusione verso la sua porta, una statistica che rende l’idea della permeabilità del reparto. Non stupisce, quindi, che la dirigenza bianconera abbia già avviato le valutazioni per il dopo Di Gregorio, con un’idea ben precisa in mente che porta il nome di Marco Carnesecchi.

La valutazione del portiere nerazzurro e le possibili contropartite

Il profilo del classe 2000 originario di Rimini, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta e diventato un punto fermo della Nazionale, rappresenta per la Continossa il candidato ideale per ridare solidità al reparto. La dirigenza juventina apprezza non soltanto i riflessi e la reattività del portiere orobico, ma anche la sua personalità nella gestione della linea difensiva, doti che lo rendono funzionale al calcio moderno. Tuttavia, imbastire l’operazione con i bergamaschi non si presenta affatto come un compito agevole: la proprietà nerazzurra, ben consapevole di avere tra le mani un gioiello di valore assoluto e in costante crescita, ha fissato un prezzo di partenza che oscilla tra i trentacinque e i quaranta milioni di euro, una cifra importante che costringerebbe la Juventus a ragionare su possibili contropartite tecniche per ammortizzare l’esborso economico.

Le alternative per la porta e il casting aperto dalla dirigenza

Nonostante Carnesecchi rappresenti la priorità dichiarata, la lista della spesa in casa Juventus non si limita al solo portiere atalantino. Nelle segreterie di corso Galileo Ferracci si stanno valutando con attenzione anche altre piste che portano a profili di esperienza internazionale e a giovani promesse. Tra questi spicca il nome di Guglielmo Vicario, attualmente in forza al Tottenham, il cui gradimento per un ritorno in Italia è noto, sebbene sullo stesso obiettivo si registri un forte interesse dell’Inter, chiamata a pianificare il dopo Yann Sommer. Parallelamente, gli osservatori bianconeri tengono d’occhio Guillaume Restes, giovane portiere classe 2005 del Tolosa considerato un vero e proprio pallino della dirigenza, e non disdegnano nemmeno profili d’esperienza come David de Gea, con cui sarebbero già intercorsi contatti per sondare la disponibilità del giocatore spagnolo.

Gli errori di Di Gregorio e le parole a difesa di Spalletti

L’emergenza che si è venuta a creare tra i pali, ovviamente, è figlia delle prestazioni altalenanti dell’ex Monza, il quale sta vivendo una fase della stagione complicata. Oltre all’errore con il Como e all’autogol provocato nell’incrocio con l’Inter, il portiere bianconero è finito sul banco degli imputati anche per le cinque reti incassate nella sfida di Istanbul contro il Galatasaray, match che ha messo in luce più di una crepa nel pacchetto arretrato. Le parole di Spalletti, che ha voluto suddividere le colpe collettivamente, invitando a osservare anche le disattenzioni della linea difensiva e le palle perse con troppa leggerezza a centrocampo, rappresentano un tentativo di preservare l’equilibrio dello spogliatoio. Tuttavia, la sensazione che emerge è che la fiducia nel numero uno attuale non sia più incondizionata, e che la società si stia muovendo concretamente per programmare un futuro diverso tra i pali, con Carnesecchi che resta il nome in cima ai desideri.

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