Una giovane affronta la violenza domestica a Nizza Monferrato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nella tranquilla cittadina di Nizza Monferrato, un dramma familiare si è svolto in una notte di tensione. Makka, una ragazza di 18 anni, ha confessato di aver ucciso suo padre, Akhyad Sulaev, un uomo di 50 anni di origine caucasica. La giovane ha rivelato che l'atto era una risposta alle continue violenze domestiche che lei e sua madre subivano.
La tragedia
Makka ha raccontato di aver colpito suo padre con un coltello da cucina, colpendolo all'addome e alla schiena più volte. Sulaev è caduto a terra nel corridoio del loro appartamento a Nizza Monferrato, una città di 10.000 abitanti nell'Astigiano, e è morto poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
La violenza in casa
Secondo la testimonianza di Makka, Sulaev era un padre autoritario che non tollerava l'indipendenza economica di sua moglie e sua figlia. Era un esperto di karate e arti marziali, e sapeva come colpire in modo che i lividi non fossero visibili. Makka ha rivelato che le violenze erano frequenti e che lei e sua madre erano spesso vittime di botte.
La confessione
Dopo un'intera notte di interrogatorio, Makka ha confessato il motivo che l'ha portata a compiere l'atto estremo. Ha raccontato di essere intervenuta per difendere sua madre durante una lite. Sulaev l'ha inseguita e l'ha colpita con i pugni. Quando sua madre ha cercato di difenderla, lui ha ricominciato a picchiarla. Alla fine, Makka non ha più sopportato le violenze e ha reagito.
La vita di Makka
Makka è una studentessa del terzo anno del liceo scientifico Pellati e lavora come cameriera in un ristorante la sera, dove sua madre lavora come lavapiatti. La sua vita, come quella di molte altre giovani donne, è stata segnata dalla violenza domestica. Questo tragico evento mette in luce la necessità di affrontare e prevenire la violenza domestica in tutte le sue forme.




