Ternana, cordata a tre con Bandecchi per l’asta di mercoledì

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria, intorno al Liberati, è quella delle ore che non ammettono esitazioni. A poche ore dal gong che sancirà o meno la partecipazione all’asta pubblica per il ramo d’azienda sportivo – un’asta il cui esito condizionerebbe la permanenza in Serie C – si fa largo una soluzione in extremis che ha il sapore di un’operazione di pazienza e geometrie variabili. A prospettarla, nel pomeriggio di lunedì, è lo stesso sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, il quale ha delineato i contorni di una cordata a tre, capitanata dall’imprenditore italo-svizzero Fabio Splendori. Lui, Bandecchi, potrebbe entrare non da comparsa, bensì come sponsor o comunque come sostegno esterno, una sorta di ancora in un mare che, solo poche ore prima, appariva tempestoso.

Un’apertura mattutina e il cambio di rotta

Quelle stesse parole, pronunciate in serata, ribaltano però il pessimismo della mattinata, quando il primo cittadino aveva invece dipinto un quadro ben più cupo. Da solo, aveva spiegato, l’imprenditore italo-svizzero non avrebbe avuto la forza per coprire la somma necessaria all’operazione: circa sette milioni di euro, una cifra che tiene conto di un eventuale accordo con i calciatori – i quali dovrebbero accettare una riduzione dei compensi non percepiti nel corso di questa travagliata stagione – e che resta un macigno. Ma il pomeriggio ha portato con sé un ribaltamento, se così si può dire, delle posizioni: la solitudine di Splendori si trasforma in una rosa di tre nomi, e Bandecchi si offre come possibile stampella.

Corsa contro il tempo e viaggio a Roma

Le ore, nel frattempo, scorrono febbrili. Lunedì mattina, infatti, il direttore generale Giuseppe Mangiarano si è già recato a Roma, con un obiettivo preciso: assemblare una cordata più ampia, stavolta a quattro. Nel suo disegno, i quattro soggetti avrebbero dovuto essere l’imprenditore Splendori – qui descritto come l’apripista – lo stesso Bandecchi (con una quota che potrebbe aggirarsi attorno al 15%), e altri due partner tuttora non meglio identificati. È una partita a incastri, dove ogni pedina muove interessi e risorse proprie, e dove l’asticella è fissata da un’asta che va assolutamente evitata deserta.

La lunga notte dei professionisti e il ruolo di Sarandrea

Nel frattempo, a suggellare plasticamente la giornata più lunga, una fotografia scattata al tramonto davanti allo stadio Liberati: vi compaiono Carlo Mammarella a colloquio con Massimo Sarandrea e il suo collaboratore. Un’immagine che, più di mille dichiarazioni, racconta il lavoro sotterraneo e inedito che un team eterogeneo sta mettendo in campo. Non c’è ancora una fumata bianca, perché anche durante la notte i protagonisti continueranno a settare un ingranaggio difficile da mettere in moto. Sarandrea, va detto, non è un volto nuovo a queste latitudini: il suo nome era già emerso in primavera nell’orbita della Salernitana, quando la trattativa fra Danilo Iervolino e Cristiano Rufini per il passaggio delle quote della Bersagliera si interruppe proprio sul più bello, a ridosso del rogito. Ora è lui, Sarandrea, a seguire le concitate ore del club umbro, nella speranza che stavolta l’incastro riesca.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.